Fico: “Contrari al Cpr però niente scontro con il Governo”

La linea da adottare con il Governo è la diplomazia, non lo scontro. Ma la sua posizione è chiara: no il Cpr a Castel Volturno. E questo era quello che i cittadini, le associazioni e anche il vescovo di Capua Pietro Lagnese volevano sentir dire a Roberto Fico.

Ieri mattina il governatore era atteso al Centro per migranti della Caritas “Fernandes”, dove la rete di associazioni che ha firmato l’appello “No ai Cpr né a Castel Volturno né altrove” ha organizzato un’assemblea pubblica: l’ennesima da quando, un mese fa, è giunta inaspettata (anche per il sindaco Pasquale Marrandino) lo stanziamento di 43 milioni per la realizzazione del centro di permanenza per il rimpatrio da parte del ministero dell’Interno.

«La Regione Campania è in disaccordo con la realizzazione del Cpr, ma non vogliamo andare al contrasto con il Governo, anzi vogliamo far comprendere al ministro le nostre ragioni, che sono valide, e sono sicuro che potrà capirle», afferma chiaramente Fico di fronte ad una platea arrabbiata, preoccupata ma tenace e pronta a dare battaglia. E la riprogrammazione del finanziamento regionale per sbloccare il masterplan del litorale domizio-flegreo – «fermo da 15 anni» – è la prova della veridicità delle sue affermazioni.

Le ragioni del governatore sono semplici. «Il Cpr è un centro detenzione che non porta a nessun risultato», dice e aggiunge anche che Castel Volturno «non ha bisogno del Cpr, ma di grandi incentivi, progetti di rigenerazione urbana, di ripristino della linea di costa e di abbattimenti di ciò che è abusivo». E quando conclude il suo intervento per ribadire che «l’immigrazione è un’opportunità per il nostro Paese, specie in questo periodo di forte denatalità, e deve essere gestita e accompagnata attraverso progetti di inclusione e integrazione», il presidente della Campania riceve anche l’assenso di Cgil e Uil che ieri, all’assemblea, hanno voluto far sentire la loro presenza.

«Se una certa politica dice che queste associazioni e questi movimenti sono eversivi e rivoluzionari allora anche noi della Cgil noi siamo eversivi e rivoluzionari», tuona prendendo la parola il segretario generale della Cgil Napoli e Campania Nicola Ricci. Che va anche oltre rilanciando la vecchia e intramontabile proposta dell’abolizione della legge Bossi-Fini e di una nuova regolamentazione dei flussi migratori. «La destra da anni usa la questione migratoria come minaccia per la sicurezza e l’identità nazionale e al tempo stesso quale elemento di competizione per il lavoro e per l’accesso al welfare sempre più ristretto e sempre meno universalistico», conclude.

Camilla Iovino, segretaria regionale della Uil Campania, lancia al governo una provocazione: «I quarantatre milioni previsti per il Cpr, il governo li metta per costruire case, strade, li utilizzi per contrastare la prostituzione, il caporalato , per le bonifiche di un territorio messo in ginocchio dagli sversamenti e dalle discariche a cielo aperto, perché Castel Volturno è dagli anni 80 che cerca di rialzare la testa».

La folla applaude, Non è sola nella battaglia contro il governo. Però, qualche ora dopo, arriva una nota del deputato e coordinatore campano della Lega Gianpiero Zinzi. «Accogliamo con favore le parole del presidente Fico quando afferma di non voler andare allo scontro con il Governo sul Cpr di Castel Volturno – dice -su temi così delicati serve collaborazione istituzionale». Ma la posizione del governo è inamovibile: «Cpr vuol dire sicurezza».

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