Come nelle guerre di fine Ottocento quando i soldati scavavano gallerie nel sottosuolo per assaltare i nemici, così i rapinatori della filiale del Credit Agricole di piazza delle Medaglie d’Oro hanno scavato per settimane un tunnel nelle viscere di Napoli per mettere a segno il colpo di giovedì scorso e portare via con sè il contenuto di quaranta cassette di sicurezza custodite nel caveau della banca.
Un cunicolo distante alcune centinaia di metri dall’istituto di credito, lungo 12 metri e alto tra i 70 e i 90 centimetri, scavato a mano con il rischio che la terra potesse franare sopra le loro teste: quello che sta emergendo dalle indagini e dai sopralluoghi degli investigatori sembrano confermare le ipotesi delle prime ore immediatamente successive al colpo, quando ormai i rapinatori erano riusciti già a fuggire passando proprio per il buco scavato nel pavimento che portava alle reti fognarie della città.
Ieri, insieme agli investigatori, si è calato sotto terra anche il geologo Gianluca Minin che ha realizzato un video in 3d in grado di riscotruire il percorso che i rapinatori si sono ricavati nei sotterranei. Lì dove venerdì sono stati ritrovati vari attrezzi di perforazione ed anche un gruppo elettrogeno.
Il geologo, che supporta i carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Napoli Vomero, è riuscito ad individuare il punto esatto in cui si sono calati nel sottosuolo. «So che hanno lavorato anche parecchio lontano da dove siamo adesso – ha dichiarato Manin -. Di certo ci sono volute settimane di preparazione e sicuramente è gente che si sa orientare bene».
L’idea dell’esperto professionista è che alla rapina abbiano partecipato più soggetti divisi in due squadre. La prima deputata a scavare il cunicolo e la seconda delegata ad entrare in azione nella banca per trattenere gli ostaggi mentre svuotavano le cassette di sicurezza.
Molto probabile che la seconda squadra sia stata formata dai tre rapinatori con il volto coperto da maschere elastiche. come hanno riferito gli ostaggi liberati dopo un’ora dai vigili del fuoco e come si nota nel video trasmesso in esclusiva dal Tg1.
Non si esclude ovviamente anche la complicità di una talpa che avrebbe studiato bene l’interno della filiale per indicare ai rapinatori il punto del pavimento (che separa l’antisala dal caveau) in cui sarebbe stato più facile aprire il buco che avrebbe portato prima alle cassette di sicurezza e poi alla via di fuga attraverso le reti fognarie. La talpa avrebbe indicato anche le cassette di sicurezza non custodite all’interno di armadi blindati.
La procura di Napoli indaga per rapina e sequestro di persona e le prime ipotesi investigative portano a ritenere che la banda sia composta da napoletani che conoscono bene il sottosuolo della città e sanno come muoversi.

