Gallerie per arrivare al caveau: al Vomero «un lavoro da film»

«Un lavoro da film». Così il primo cittadino Gaetano Manfredi ha definito la rapina messa a segno giovedì mattina presso la filiale 10 del Crédit Agricole, in piazza Medaglie d’Oro.
Ed invero è difficile dar torto al sindaco di Napoli man mano che emergono dettagli sulla ricostruzione della rapina, grazie ai sopralluoghi nel sottosuolo effettuati dai tecnici comunali della Abc, impegnati nell’esaminare insieme agli investigatori i cunicoli sotterraneai attraverso cui si snodano la rete fognaria e quella dei sottoservizi.
Nel sottosuolo, infatti, sono state rinvenute le tracce del lavoro della banda di rapinatori, tra cui recipienti utilizzati per trasportare materiale di risulta e un piccolo gruppo elettrogeno. Fondamentale, quest’ultimo, per alimentare gli strumenti da lavoro e garantire l’illuminazione del vero e proprio cantiere allestito al di sotto della piazza. Un “cantiere” la cui attività si è protratta, quasi certamente, per diversi mesi, segno di una pianificazione del colpo attenta da parte di professionisti e dell’impiego di una vasta gamma di attrezzature.
Il lavorio di ampliamento dei cunicoli esistenti – necessario in qualche punto per consentire movimenti rapidi ed agevoli – è culminato con lo scavo di una galleria lungaben dodici metri. Grazie a questo passaggio i rapinatori hanno raggiunto la parete dell’edificio che ospita la banca, da questo punto hanno poi realizzato un pozzo, alto cinque metri, utilizzato per raggiungere il pavimento della filiale. Ulteriori accertamenti sono in corso, gli investigatori ipotizzano che siano state realizzate anche altre gallerie utilizzare per raggiungere la principale “area di cantiere” utilizzata dalla banda.
Insomma, c’è quanto basta per richiamare alla memoria le immagini di Operazione San Gennaro, il celebre film di Dino Risi del 1966 in cui si immagina un colpo messo a segno ai danni del patrono di Napoli proprio grazie ad una rete di passaggi sotterranei e cunicoli scavati per l’occasione.
Non meno complessa è stata la realizzazione del colpo: ad entrare in azione sarebbero stati almeno tre gruppo di rapinatori. Il primo, intorno alle 12, ha fatto irruzione all’interno della banca dall’ingresso principale con il volto coperto da collant, un secondo gruppo – composto da due, forse tre rapinatori – ha sfondato il pavimento in un locale attiguo al caveau, mentre almeno un altro complice avrebbe fatto ad guidatore.
Altro particolare cinematografico: almeno due delle pistole utilizzate dai rapinatori si sono rivelate essere armi di scena.
Obiettivo della banda di rapinatori le cassette di sicurezza sistemate nel caveau della banca: sono decine i contenitori blindati violati. Difficile, anche per questo, stabilire l’esatto ammontare del bottino trafugato.
Mentre gli ostaggi venivano fatti uscire dai Vigili del Fuoco, che hanno sfondato un vetro blindato, e si attendeva l’arrivo dei carabinieri del Gis, i banditi si sono dati alla fuga attraverso le fogne. All’ingresso dei militari all’interno della filiale di piazza Medaglie d’Oro non c’era più nessuno.
Le indagini continuano anche attraverso l’esame delle riprese effettuate dalle telecamere di sicurezza dell’istituto bancario.

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