Come in un film, ma non è un film. Ore 12, piazza Medaglie d’Oro, quartiere Arenella, quattro o cinque rapinatori assaltano la filiale della Credit Agricole, prendendo in ostaggio 25 persone: dieci i funzionari, compreso il direttore, e quindici i clienti.
Come siano entrati non è ancora chiaro. Forse sfondando la vetrata con un’Alfa Romeo nera con una targa contraffatta di cartone o da un buco scavato nel pavimento la notte precedente la rapina, da cui probabilmente sarebbero anche fuggiti disperdendosi nella rete fognaria, mentre gli agenti del Gis facevano irruzione all’interno.
Cinque ore e mezza di terrore a Napoli, ma sulla rapina le indagini sono appena cominciate.
Ore 12.10 – L’assalto
Quattro o cinque rapinatori irrompono nella filiale di piazza delle Medaglie d’Oro. Hanno il viso coperto da maschere che ritraggono i volti di attori noti. Sono armati. Il loro obiettivo sono le cassette di sicurezza nel caveau della banca. Nella filiale ci sono 25 persone, che vengono prima rinchiusi in una stanza e poi spostati in un’altra ed un’altra ancora.
Ore 12.30 – L’allarme
I primi ad arrivare sono due carabinieri in borghese. Qualcosa all’interno dell’istituto di credito sarà andato storto, perché l’allarme scatta poco dopo l’assalto dei banditi. Un quarto d’ora più tardi (alle 12.45) arriveranno in supporto decine di agenti che circondano la zona, chiudono la piazza e le strade limitrofe. Arriva anche il procuratore Nicola Gratteri che coordina l’attività di polizia giudiziaria. Si attende l’arrivo dei Gis da Livorno e dei mediatori.
Ore 13.30. Gli ostaggi
I vigili del fuoco sfondano una vetrata ed aprono un varco da cui usciranno i 25 ostaggi. Sono terrorizzati ma stanno bene. Solo sei hanno bisogno di cure mediche. Saranno le vittime a raccontare che i rapinatori erano quattro o cinque e non tre come si era pensato all’inizio.
Ore 15 – I Ris
La Scientifica cerca tracce nel tentativo di individuare i rapinatori. Viene ispezionata l’Alfa Romeo. Intanto si comincia a dubitare che i rapinatori possano trovarsi ancora all’interno della filiale. Ma c’è da aspettare l’arrivo in elicottero del Gruppo di intervento speciale dei carabinieri.
Ore 16.50 – Il Gis
L’elicottero atterra sulla pista dell’ospedale Cardarelli. Gli agenti fanno irruzione nella banca. Si sente esplodere quattro colpi, forse flashbang (granate che stordiscono e accecano). Dieci minuti dopo un carabinieri si affaccia dalla vetrata sfondata e comunica qualcosa all’esterno.
Ore 17.20 – Blitz concluso
I blindati dei Ris vanno via. Anche il procuratore Nicola Gratteri si allontana. Nella filiale non c’è più nessuno. Neanche i banditi. Sono fuggiti e, molto probabilmente, sono scappati da un buco aperto nel pavimento che conduce alle fogne sotterranee. Sono stati i dipendenti dell’Abc (l’azienda speciale che gestisce il servizio idrico) a scoprirlo.
Le indagini
Un colpo pianificato nei minimi dettagli. Chi ha messo a segno il colpo doveva conoscere bene l’interno della banca, il sistema d’allarme e soprattutto le possibili vie di fuga che si sono rivelate vitali per i banditi ma non per gli inquirenti.
Da ieri le forze dell’ordine stanno ispezionando le viscere sotterranee della città per capire quale direzione possano aver preso. Mentre gli elicotteri della Polizia di Stato hanno sorvolato per tutta la notte il Vomero, l’Arenella e i rioni del centro fino ai Quartieri Spagnoli. Proprio come in un film, ma senza un regista.

