Psi Caserta commissariata ma è scontro anche nel Pd

E’ stato un vero e proprio pugno di ferro, ma alla fine il Tar Campania ha dato ragione alla Regione guidata da Roberto Fico sul commissariamento dell’Asi di Caserta. Il commissario è Alfonso Bonavita, lo stesso che era stato già individuato dal governatore ad inizio marzo quando la giunta regionale ha deliberato il commissariamento per via di una serie di irregolarità riscontrate nella governance del consorzio per l’Area di Sviluppo industriale casertana.

Irregolarità relative alla presenza all’interno del consorzio che gestisce le aree industriali di fondazioni e di enti del terzo settore non previsti dallo Statuto consortile e ad alcuni presunti conflitti di interesse tra alcuni membri che rivestivano incarichi decisionali nell’uno e nelle altre.
Dagli accertamenti effettuati dalla Regione erano emersi anche una serie di «rapporti finanziari tra il consorzio Asi di Caserta e la Fondazione»: da ultimo un contributo di 30mila euro del primo nei confronti della seconda risalente al 2025.

A gennaio scorso la Regione aveva diffidato la presidente dell’Asi, Raffaella Pignetti, a convocare il consiglio generale per estromettere dal consorzio Asi la Fondazione Asice e la società consortile siciliana Coplus srl. La Pignetti però aveva tentennato e, nonostante avesse adempiuto all’ordine di convocare il consiglio tuttavia aveva inviato una serie di repliche a Palazzo Santa Lucia per far valere giuridicamente la sua contrarietà. Qualche giorno dopo c’era stato anche un raid vandalico negli uffici del protocollo del consorzio probabilmente collegato al clima di tensione post diffida.

A cosa era dovuta tale resistenza? Forse del doppio ruolo rivestito proprio dalla Pignetti, sia come presidente dell’Asi di Caserta che della Fondazione Asice. Doppio incarico che non era passato inosservato, dal momento che la diffida regionale era partita dopo una segnalazione inviata alla Direzione generale delle Attività Produttive di Palazzo Santa Lucia ad inizio anno.

Ad inviare la segnalazione sarebbe stato Marco Villano, attuale consigliere regionale in quota dem molto vicino al senatore Stefano Graziano ma anche al collega Gennaro Oliviero (eletto alle scorse regionali nella civica di riferimento deluchiano A Testa Alta).

Che l’Asi a Caserta sia stata considerata da sempre una roccaforte del Pd era chiaro già dalla scelta della stessa Pignetti come presidente del consorzio. All’epoca della sua investitura infatti Raffaella Pignetti gravitava nel Pd (nonostante ricoprisse quel ruolo dal 2014, quando cioè la Regione Campania era governata da Stefano Caldoro) salvo poi, lo scorso autunno, passare nelle file di Fratelli d’Italia e candidarsi al consiglio regionale con l’appoggio del viceministro agli esteri Edmondo Cirielli.

Durante la campagna elettorale fu sostituita alla guida dell’Asi dal vicario Nicola Tamburrino. Anche Tamburrino è espressione dei democratici, ma la Regione, nella delibera del 6 marzo scorso, ne ha chiesto comunque la testa in quanto siederebbe sia nel consiglio generale del consorzio Asi, poichè espressione del comune di Villa Literno, che nel comitato direttivo.

La Pignetti non entra in consiglio regionale ma mantiene comunque la presidenza dell’Asi e della Fondazione. A quel punto lo scenario politico cambia e la presidenza della Pignetti è in bilico. Come è possibile però che il Pd si sia accorto del doppio incarico e dei rapporti finanziari tra consorzio e Fondazione solo dopo le elezioni regionali?

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