Omicidio Vassallo, tra i centocinquanta testimoni anche Franco Roberti e Rosa Volpe

Un lungo elenco di nomi e di persone che hanno accompagnato i quindici anni di indagine sull’omicidio di Angelo Vassallo e che – salvo richieste di sfoltimento da parte dei giudici – saliranno sul banco dei testimoni del processo che comincerà il prossimo 9 luglio davanti alla Corte d’Assise di Salerno. Nomi che serviranno a ricostruire gli ultimi giorni di vita del sindaco di Pollica ma anche i numerosi depistaggi e le resistenze che hanno incontrato gli inquirenti già nelle prime fasi dell’inchiesta.

Ci saranno gli amici più fidati del sindaco ucciso, coloro che hanno ricevuto la confidenza delle sue preoccupazioni relative alla scoperta di qualcosa che lo preoccupava molto (il traffico di droga, come sostiene l’accsusa). Come gli avvocati Ludovico Visone e Vincenzo Maiello, il penalista napoletano che conosce bene la realtà del borgo cilentano e che aveva rapporti di amicizia anche con i fratelli Palladino (testimoni fondamentali visto il giro di telefonate partito la sera del 20 agosto 2010 dopo la lunga chiacchierata tra il sindaco e Domenico).

Ma ci saranno anche i carabinieri che all’epoca hanno svolto le indagini e i magistrati che per primi si sono occupati del caso. Come l’ex procuratore capo di Salerno, Franco Roberti (che avocò a sé l’inchiesta) e la procuratrice aggiunta Rosa Volpe. E ci sarà anche l’allora sostituto procuratore di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, uno dei primi ad arrivare sul luogo del delitto e terminale finale del lungo giro di telefonate che la sera del 20 agosto 2010 fu contattato dal colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo (prosciolto) ma di cui dice di non ricordare il contenuto.

Torna in alto