C’è la data. Dopo la firma, il Napoli ha scelto l’11 luglio come data della presentazione di Massimiliano Allegri da neo-tecnico azzurro.
Al Teatro San Carlo si alzerà il sipario sulla nuova era tecnica, quella che porterà nelle celebrazioni del Centenario azzurro.
Una “New Era” che parte però col freno a mano.
Perché la società azzurra deve fare i conti con le restrizioni e un regime di sostenibilità che ora traballa.
Lo scorso gennaio il mercato fu bloccato per il mancato rispetto di obblighi federali, solo pochi giorni fa gli azzurri hanno evitato sanzioni dalla Uefa grazie all’ottimo lavoro degli scorsi anni.
Gli effetti dell’era Conte, di sessioni di mercato dispendiose si fanno sentire sugli equilibri del club azzurro, costretto a ragionare, ad aspettare, a vendere (e tanto) per poi poter investire. Non più su big ma giovani di prospettiva, ritornando al passato.
Lo scorso anno spese molto più del dovuto per calciatori che non meritavano.
Del mercato faraonico solo briciole.
Adesso è tutto fermo e a quanto pare il mercato del Napoli rischia di essere paralizzato.
Perché se la priorità è vendere, in rosa ci sono 47 calciatori, ci vorrà tempo anche perché quasi nessuno – tranne il Napoli dello scorso anno – compra a luglio. Soprattutto se si tratta di calciatori non proprio di primissimo livello.
E allora ecco per Allegri c’è da fare di necessità virtù.
Lucca e Lang andarono via a gennaio e sperano in una nuova chance.
Beukema è stata una comparsa. Gutierrez non ha inciso. Marianucci non pervenuto.
De Bruyne un fantasma. Sono in due hanno giocato con regolarità: Milinkovic Savic e Hojlund ma il primo potrebbe salutare per far posto a Vicario. Gila, con il sorpasso del Milan, e Khalaili, vicino all’Inter, solo le prime due beffe di un mercato condizionato dai conti e dalla necessità di alleggerire le spese.
Resta però un punto di partenza importante che è l’entusiasmo di Allegri.
Il tecnico ritiene l’attuale rosa a disposizione più che competitiva per confermare lo status di squadra da Champions League, centrare l’obiettivo minimo del quarto posto e fare strada in Europa.
Per molti big potrebbe essere il “The last Dance”, con l’ambizione di un altro ultimo giro di valzer.

