Monaldi, più potere al Centro Regionale Trapianti

Se il percorso pediatrico rafforzato dalla creazione di una nuova unità operativa complessa nasce con la zavorra della carenza di personale dirigente, il Centro regionale Trapianti diretto da Pierino Di Silverio, nella nuova riformulazione del piano aziendale dell’azienda dei Colli, acquista sempre più autonomia «funzionale e decisionale».

Al punto da proporre ed ottenere, l’11 maggio scorso, la trasformazione di un’unità operativa semplice in una complessa: si chiamerà “Trapianto di cuore e procedure innovative in cardiochirurgia” e sarà impegnata – come si evince dal provvedimento amministrativo – nelle «attività di donazione/procurement” e nelle «attività di trapianto da DBD (morte celebrale) e DCD (morte per arresto cardiaco)».

Però, da chi sarà diretta questa nuova unità non è ancora chiaro. Molto probabile che il dirigente designato sarà il cardiochirurgo Claudio Marra. Colui cioè che, durante la riunione concitata del 9 febbraio scorso, si scagliò contro la l’ex responsabile del percorso trapianti Marisa De Feo (sospesa dopo la morte di Domenico) e di cui di recente ha preso il posto.

Anche questa modifica ha ottenuto l’ok della Direzione generale per la Tutela della salute della Regione che – si legge nella delibera – ha riscontrato «l’insussistenza di situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale».

Eppure all’iter che ha portato all’approvazione della creazione di questa nuova unità operativa complessa da parte della direttrice generale Anna Iervolino ha partecipato – come previsto dalla normativa – la direttrice dell’UOC Pianificazione e Controllo Strategico, Sabrina Bassolino. La stessa dirigente cioè nominata responsabile del Nucleo di supporto del Centro regionale Trapianti e che, a dicembre 2025, si è autoliquidata il compenso «una tantum» per il ruolo svolto (in sei mesi) di 15mila euro insieme agli altri componenti del Crt (Di Silverio compreso a cui sono andati poco più di 21mila euro).

In ogni caso il Centro Regionale Trapianti, dall’alto della sua autonomia funzionale e gestionale rafforzata, ha proposto ed ottenuto anche la realizzazione di una seconda unità operativa – stavolta semplice – relativa alla “Chiriurgia delle endocarditi”.

L’azienda dei Colli dove reperirà le risorse professionali per la direzione di queste nuove articolazioni organizzative, vista la sospensione di tre medici decretata dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo e considerato che l’azienda chiarisce pure che «la qualificazione e l’ampliamento dell’offerta sanitaria» avverrà «compatibilmente con le risorse disponibili»?

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