Nos Salerno, Panebianco: “Non è illegittimo ma serve un coordinamento con le forze di polizia”

«Quello della sicurezza urbana non è un tema nuovo e ben vengano riflessioni giuridiche anche sul rapporto con l’ordine e la sicurezza pubblica. E credo che i recenti provvedimenti amministrativi di riorganizzazione, anche per quel che riguarda il rapporto con l’ordine e la sicurezza pubblica, vadano in questa direzione e rappresentano, al di là dell’aspetto comunicativo, un primo passo alle condizioni giuridiche ed economiche date».
Mario Panebianco, professore associato di Diritto Costituzionale all’Università di Salerno, commenta così l’istituzione del Nos (Nucleo operativo di sicurezza) voluto dal sindaco Vincenzo De Luca per restituire decoro alla città contro parcheggiatori abusivi, rovistatori di rifiuti ed extracomunitari irregolari.

Professore non crede che ci possa essere un conflitto di attribuzioni di poteri? Immigrazione e sicurezza non sono materie di competenza esclusiva dello Stato?
«Certo, ma la sicurezza urbana no. Agli occhi del cittadino è fondamentale risolvere il problema come che sia, ma per il diritto non è la stessa cosa. Tuttavia ritengo che la delibera di giunta non distribuisce nuove competenze legislative ed amministrative, bensì rende più visibili esigenze di sicurezza e strumenti per perseguirle».

Quindi, dal punto di vista giuridico, l’amministrazione avrebbe il potere creare una squadra che ha anche il potere di fermare extracomunitari irregolari e avviare procedure per il rimpatrio?

«I poteri di polizia municipale ci sono sempre stati, ma mi sembrano niente altro che attività propedeutiche e preliminari alle ordinarie attività di ordine e sicurezza pubblica. Si tratta, a mio avviso di potenziare il presidio di una “zona grigia”, ma la polizia municipale non sostituisce affatto le forze di polizia».

Qual è il limite entro il quale può agire la polizia municipale?
«Onde evitare asimmetrie in alcuni punti sensibili e comunque problematici, saranno necessari interventi di coordinamento con le forze dell’ordine e la polizia giudiziaria, rispetto a cui la polizia municipale non potrà che svolgere un intervento mai del tutto autonomo o concorrenziale, ma solo attuativo».

Dunque non ravvisa eventuali profili di illegittimità?
«Assolutamente no».

Non si corre però il rischio di sovrapporre e creare confusione tra le competenze della polizia locale e quella tradizionale della polizia di pubblica sicurezza?
«Il rischio è possibile, perciò la sua prevenzione richiede un preciso coordinamento considerando anche il fatto che è lo Stato ad esercitare competenze generali e prevalenti attraverso i suoi funzionari sul territorio».

La delibera potrebbe alterare l’equilibrio tra le competenze del sindaco e quelle di prefetto, questore e forze di polizia?
«Formalmente no».

E sostanzialmente?
«Sostanzialmente dipende dal tipo di collaborazione fra istituzioni, che nella materia in questione è auspicabile che sia la più continua e coordinata possibile. La collaborazione, tuttavia, non è “paritaria” e la comunicazione spinta potrebbe creare fraintendimenti».

In che senso non è paritaria?
«In pratica, la polizia municipale non potrà assumere significative iniziative autonome non concordate preventivamente. Presidiare, vigilare, eventualmente intervenire è diverso da una compiuta attività di ordine e sicurezza pubblica».

Il coordinamento del nucleo speciale affidato al sindaco non rischia di violare anche il Testo Unico che affida al comandante la guida e il coordinamento della polizia municipale?
«La previsione del ruolo sindacale è anomala, non necessariamente illegittima».

Torna in alto