Non fu abbandonato al pronto soccorso del Ruggi per una via di una ferita alle gambe causata dall’esposizione ad agenti chimici durante un probabile lavoro nei campi o in un’azienda bufalina. Paul Neeraj è morto a causa di condizioni di salute molto gravi che erano peggiorate e, dunque, avevano richiesto il trasporto in ospedale.
La Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, ha fatto chiarezza sulla morte del giovane indiano che, a metà aprile, è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Salerno con gravi necrosi alle gambe per poi morire dieci giorni dopo.
A raccontare la storia di Paul era stato il quotidiano socialista l’Avanti, che aveva denunciato lo stato di abbandono del giovane trentenne indiano e la sua reticenza a chiarire come si fosse procurato quell’infezione. Inevitabilmente il pensiero è andato al fenomeno del caporalato che, soprattutto nella piana del Sele, è molto diffuso.
Ma la Procura di Salerno aveva già avviato le indagini affidate al pm Elena Cosentino che, dopo la morte del giovane, ha sequestrato la salma e disposto l’autopsia.
Dalle indagini è emerso che Paul è stato accompagnato – e non abbandonato – al pronto soccorso, che non lavorava nella piana del Sele ma a Napoli e che era arrivato a Salerno per congiungersi alla sua famiglia dal momento che le sue condizioni di salute erano peggiorate.
In ogni caso, si attendo i risultati dell’autopsia per chiudere definitivamente il caso.

