Dove si è ferito, come si è ferito e chi lo ha accompagnato al Ruggi prima di sparire nel nulla. La procura di Salerno a aperto un’inchiesta sul caso dell’uomo di nazionalità indiana giunto l’altrieri al pronto soccorso dell’ospedale salernitano in condizioni gravissime, la cui storia è stata raccontata da Gaetano Amatruda sul quotidiano socialista Avanti.
Ieri il trentenne ha lasciato la sala rianimazione, ma le sue condizioni sono ancora critiche. La prognosi non è stata sciolta perché per i medici non è ancora fuori pericolo. Il quadro clinico è compromesso da una flebite e da una fascite necrotizzante degli arti inferiori e da una setticemia «severa» che si è diffusa velocemente verso l’addome.
Ieri mattina l’uomo era cosciente ed è stato interrogato dalla polizia, a cui però si è rifiutato di dire presso quale azienda lavorava.
Di certo si sa che si tratta di un’azienda bufalina della piana del Sele, dove la manodopera indiana è molto richiesta e molto diffusa.
Fonti interne alla polizia chiariscono che l’uomo non è stato abbandonato al pronto soccorso, ma che sia stato accompagnato perché affetto da una setticemia molto grave scatenata da una ferita che si sarebbe procurato sul luogo di lavoro.
Ma su come si sia ferito c’è ancora mistero. Il trentenne non è riuscito a chiarire la dinamica dell’incidente, viste anche le sue condizioni di salute. O, probabilmente, non ha voluto chiarirle dal momento che – dai primi accertamenti eseguiti – non aveva un contratto di lavoro regolare.
Particolare quest’ultimo che spiegherebbe la reticenza dell’uomo a riferire il nome dell’azienda presso cui lavorava e il modo in cui si è ferito.
C’è però un altro particolare che non è sfuggito ai medici: lo stato avanzato della setticemia porterebbe a ritenere che la ferita non sia affatto recente e che, dunque, l’incidente al lavoro si sia verificato qualche giorno prima del suo arrivo al pronto soccorso.
Questo è uno dei punti principali che dovranno chiarire gli inquirenti: quanto si è verificato l’incidente e perché non è stato portato immediatamente in ospedale? La collaborazione dell’uomo aiuterebbe a ricostruire senz’altro quanto accaduto e soprattutto dove e quando.
Perciò la polizia sta cercando di spronare il trentenne a parlare. Probabile dunque che stamattina l’uomo verrà di nuovo ascoltato. Sempre che, ovviamente, si trovi nelle condizioni di poter affrontare un nuovo interrogatorio.

