Il padre di uno lo aveva assunto proprio il giorno in cui era nata la Federazione sindacale: il primo aprile. Peccato che a Civitavecchia non aveva mai fatto un solo giorno di lavoro, nel senso che ai finanzieri non risulta si sia mai recato. Neanche quando non aveva impegni consiliari.
Il padre dell’altro invece condivideva con suo figlio uno scooter Honda (sequestrato insieme ad un paio di oroglogi) con cui il secondo avrebbe dovuto recarsi al lavoro all’ufficio postale di Napoli e andare al Comune di Torre Annunziata per partecipare alle sedute delle commissioni. Peccato che il consigliere aveva dichiarato all’ente di non possedere alcun mezzo di trasporto.
Entrambi erano riusciti comunque ad ottenere lauti rimborsi. Il primo, in quattro mesi, aveva percepito poco più di 14mila euro (di gran lunga superiori alla sua busta paga) che poi avrebbe diviso con suo padre fino a novembre 2025, quando l’indagine ha inizio ed il rapporto di lavoro con la federazione si interrompe perché la prima cessa di esistere.
Il secondo invece avrebbe truccato sui minuti impiegati per raggiungere il municipio: 85 anziché 30 perché diceva di dover utilizzare i mezzi pubblici e la differenza di minuti gli avrebbe procurato oltre 4mila euro di rimborsi.
«Ritengo che, in questo momento, sia doveroso fare un passo indietro affinché ogni vicenda possa essere chiarita. Nutro piena fiducia nel lavoro della magistratura e sono certo che la mia posizione sarà presto chiarita, consentendo di ristabilire la verità dei fatti»: questo il commento del capogruppo dem Fabio Giorgio (nella foto) che si è dimesso.

