Parlava con cognizione di causa il procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso (nella foto), quando – nel corso della cerimonia per l’abbattimento di Palazzo Fienga – ha gelato tutti i presenti dicendo che abbattere un simbolo della camorra non basta a ripristinare la legalità perché «ci sono ancora troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe ombre e troppe illegalità nel seno della stessa amministrazione comunale».
Ieri la guardia di finanza ha sequestrato oltre 18mila euro a due consiglieri comunali e al padre di uno di essi. Fabio Giorgio, capogruppo del Pd (dimessosi subito dopo le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo), il dem Gaetano Ruggiero e il padre di uno di essi sono indagati per truffa ai danni del Comune, falsità ideologica e falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulle qualità personali proprie, perché si sarebbero fatti rimborsare illecitamente i gettoni di presenza relativi alla loro partecipazione alle commissioni comunali ma anche i rimborsi che il Comune prevede per i datori di lavoro dei consiglieri che prestano servizio in città diverse da Torre Annunziata.
Uno di loro aveva dichiarato di lavorare presso una Federazione sindacale che aveva sede a Civitavecchia, il cui legale rappresentante – quindi il suo datore di lavoro – era suo padre. L’altro invece, dipendente di un ufficio postale di un altro comune del Napoletano, aveva dichiarato di impiegare 85 minuti per raggiungere Torre Annunziata, quando in realtà ne impiegava trenta.
Il provvedimento di sequestro firmato dal gip del Tribunale oplontino definisce una vera e propria «rimborsopoli» a favore dei consiglieri comunali “il meccanismo fraudolento” che questi avrebbero messo in campo e giudica i rimborsi «frutto di condotte truffaldine».
L’inchiesta nasce da una segnalazione del segretario generale dell’ente Amedeo Rocco al sindaco dimissionario nonché al presidente del consiglio comunale e ai presidenti delle commissioni consiliari sugli eccessivi costi sostenuti nel primo quadrimestre dal Comune per le sedute delle commissioni consiliari: 94.293,10 euro per i gettoni di presenza e 12.347,82 euro per i rimborsi relativi a trasferte e assenze dal lavoro. Il segretario evidenziò anche «la necessità di un regolamento che disciplinasse le attività delle Commissioni Consiliari che ne limitasse i costi».
È questo il quadro accusatorio spiegato nella nota sottoscritta dal procuratore Fragliasso.
Ma è ancora una volta il gip che, all’interno del suo provvedimento eseguito ieri dai finanzieri che hanno perquisito anche le abitazioni dei due consiglieri comunali, a ritenere tali «fatti di estremo allarme sociale» in quanto sarebbero stati commessi da consiglieri che «tradendo il fine della propria funzione e in evidente spregio dell’incarico pubblico rivestito, piegavano il predetto incarico a fini privati».
L’inchiesta aggrava maggiormente la situazione politica a Torre Annunziata, dove da poco più di quattro mesi è al lavoro una commissione di accesso, la cui relazione (consegnata di recente al ministro dell’Interno) rischia di decretare lo scioglimento del consiglio comunale.
Un consiglio comunale già compromesso, non solo dalle dimissioni del sindaco Cuccurullo (che, qualora non vengano revocate, a fine maggio diventerebbero definitive), ma anche per una passata inchiesta che ha coinvolto altri tre consiglieri comunali e un assessore (poi dimessosi) che sono già a giudizio davanti al Tribunale oplontino per false dichiarazioni sulle cause di incompatibilità dalla carica. La prossima udienza è fissata il 17 giugno prossimo.

