Se la commissaria provinciale di Fratelli d’Italia a Napoli, Maria Schifone, ottiene – dopo tante polemiche – il placet per candidare sindaco a Portici suo padre Luciano e il partito racimola un misero 2,28% di consensi, vuol dire che c’è un problema.
Se il commissario cittadino napoletano Marco Nonno – a cui è stato negato l’ingresso in consiglio regionale (dopo le dimissioni del viceministro Edmondo Cirielli) con un colpo di mano mascherato da una condanna giudiziaria non definitiva – viene escluso da ogni iniziativa del partito, significa che c’è un secondo problema.
Ed allora via della Scrofa è tenuta ad intervenire. O quanto meno, sta valutando se e come farlo. Non senza imbarazzo.
Perché entrambi i commissari, provinciali e cittadini, sono molto vicini alla presidente Arianna Meloni che, a questo punto – e soprattutto in vista delle politiche del prossimo anno in una regione che non ha mai premiato il centrodestra neanche all’ultimo referendum – non può esimersi dal dover decidere come superare il problema e rilanciare il partito.
Una riflessione interna in via della Scrofa è stata già aperta e, se come al solito, la scelta si basa sui numeri, quelli relativi ai consensi non favorirebbero certamente la commissaria provinciale. Che tra l’altro siede nei banchi del Parlamento da inizio legislatura proprio su volere di Arianna Meloni.
Al contrario Nonno, grane giudiziarie a parte, ha dimostrato di godere di un forte consenso sia alle regionali (con circa diecimila voti) sia quando, qualche anno fa, come outsider è stato eletto commissario cittadino con il 60 per cento di preferenze.

