Medico di base ai senza tetto. Presentato disegno di legge

Cure mediche per i senza fissa dimora. La Campania si candida ad essere la settima regione italiana (dopo Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Molise ed Umbria) a legiferare sull’iscrizione dei senzatetto nelle liste degli assistiti delle Asl e sulla possibilità di scegliere il medico di medicina generale.
La proposta di legge porta la firma del consigliere Pd Franco Picarone, che parte da due dati precisi: quello dell’ultimo censimento effettuato dall’Istat e quello del risparmio economico che deriverebbe dall’approvazione della legge.
«Premettendo – dichiara Picarone – che, prima di ogni considerazione economica, la legge nasce per rispettare il dettato costituzionale sul diritto alla salute quale diritto fondamentale che va garantito a tutti senza alcuna distinzione di condizioni sociali».
Già nel 2021 Napoli era tra i primi sei comuni italiani dove, secondo l’Istat, si concentrava la maggior parte delle persone che vivono per strada. A distanza di cinque anni, dal secondo censimento emerge che solo nella città metropolitana si contano 1.029 persone senza dimora, pari al 10,3 per cento del totale nazionale: stessa quota di Torino. Ma la città metropolitana di Napoli supera la media nazionale quanto a persone che dormono per strada: il 55 per cento contro il 44,6 per cento e la maggior parte sono persone che hanno oltre 60 anni.
Il censimento dell’Istat si limita a fotografare però solo la realtà della città metropolitana, escludendo gli altri quattro capoluoghi di provincia campani.
«La stima – aggiunge Franco Picarone – è sicuramente molto più alta» e ciò comporta un aggravio sulla spesa sanitaria regionale che si ridurrebbe considerevolmente se la proposta di legge venisse approvata dal consiglio regionale.
Poiché i senza fissa dimora non sono iscritti nelle liste delle Asl e, quindi, non possono usufruire dell’assistenza di un medico di famiglia, l’unico modo che hanno per curarsi è rivolgersi agli ospedali tramite l’accesso al pronto soccorso. Accesso che costa in media (per un caso non urgente) tra i 180 ed i 220 euro, arrivando a sfiorare anche i 350 per i codici gialli con esami.
Prevedere un medico di famiglia anche per i senzatetto invece costerebbe al sistema sanitario regionale poco più di 43 euro in media (considerate anche le quote aggiuntive relative all’età dell’assistito). Il che, su una stima di almeno 800 assistiti all’anno – che accedono al pronto soccorso almeno cinque volte all’anno – si avrebbe un risparmio di quasi 800mila euro a fronte dei 300mila previsti per la copertura finanziaria della legge. Ma soprattutto si decongestionerebbero i pronto soccorso di circa quattromila accessi.
La proposta di legge prevede che le iscrizioni nelle liste degli assistiti delle aziende sanitarie debbano avvenire a seguito di segnalazioni da parte dei servizi sociali dei vari comuni e coinvolge anche le associazioni del terzo settore che già forniscono assistenza ai senza fissa dimora con il compito di informare i senzatetto sulla nuova legge e di aiutarli nell’iter da seguire per le iscrizioni.
«E’ una legge molto importante che si rivolge ad una vasta platea di persone bisognose – afferma il consigliere regionale dem – Penso ad esempio a tanti italiani che hanno perso il lavoro o che hanno affrontato cause di divorzio particolarmente esose e che, di conseguenza, hanno perso la residenza: ci sono tanti casi di questo genere, molti di più di quelli che immaginiamo».

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