Dalle foto di gruppo per la vittoria del «centrodestra unito» alle prime frizioni interne è un attimo. Sei giorni, per l’esattezza: il tempo di incoronare Raffaele Giordano sindaco di Cava de’Tirreni, fare la prima riunione di coalizione per “spartirsi” i posti in giunta (e non solo) e l’unità è finita già nel dimenticatoio. Morta, sepolta sotto una discussione che dovrà fare presto a trovare una quadra onde evitare brutte figure.
Ad accendere la miccia – forse inconsapevolmente – è Edmondo Cirielli che a Cava ha parte della sua famiglia e un figlio Renato entrato in consiglio comunale al posto del fratello Italo Giuseppe e che l’8 giugno, a poche ore dallo scrutinio, ha rivendicato con un post sulla sua pagina Facebook che a Cava ha vinto Raffaele Giordano «iscritto a Fratelli d’Italia», partito più votato della coalizione ((14,49%) che il viceministro mette ben in evidenza nel suo post.
Dunque, con questo incipit, come si fa a non andare alla riunione per far valare la propria supremazia numerica?
E sembra che è proprio quello che i meloniani hanno fatto a Cava, dove nel corso della riunione della coalizione, avrebbero avanzato il diritto – proveniente dall’investitura popolare – di aggiudicarsi a man bassa le cariche più importanti: vicesindaco e presidente del consiglio comunale. Lasciando di stucco gli alleati dei partiti maggiormente di peso, come Forza Italia e Noi Moderati che, con l’8,21% i primi e il 9,71% i secondi, credevano di partecipare – anche loro di diritto – alla spartizione della torta.
Invece, a quanto pare, i meloniani hanno piantato i piedi a terra e, anche se qualcuno ha fatto notare che Giordano non è un tesserato Fdi ma si è presentato come un candidato civico e che il fair play politico vuole che il vicesindaco spetti non per forza al primo partito, non c’è stato nulla da fare.
Ma la vera tensione doveva ancora arrivare ed è giunta quando Fdi ha chiesto anche l’elezione di Antonio Barbuti a presidente del consiglio comunale. A quel punto sì che c’è stato lo scossone perché Barbuti, dirigente del comune di Vietri sul Mare, è stato in quota centrodestra e presidente del consiglio con Marco Galdi sindaco per poi ricoprire lo stesso ruolo con quello di centrosinistra Vincenzo Servalli.
Da poco il dirigente comunale bipartisan ha abbracciato la fede Forza Italia, ma – a quanto riferiscono i rumors interni – neanche i forzisti lo vorrebbero in quel ruolo. Evidentemente non gli va di essere rappresentati dall’ultimo arrivato (senza poi sottovalutare i pregressi cambi di casacca). Ovviamente Barbuti scalpita per ritornare al suo solito posto, indipendentemente dalla spilletta sul petto e dal rischio spaccatura.

