A chi gli ricorda – solo i Figli delle Chiancarelle – che i ritardi del cantiere di Piazza Cavour non sono recenti ma risalgono ad un vecchio progetto dell’ultima giunta De Luca bocciato dal Consiglio di Stato, il sindaco di Salerno continua a ripetere la solita teoria sullo stop delle forniture di materiali legate al periodo estivo.
«È un ventennio che abbiamo un’area abbandonata nel cuore della Città», dice ribadendo che – nonostante la gara bandita – non sarà possibile ultimare l’opera per la festa di San Matteo perché «abbiamo il problema delle forniture del materiale edile per la pavimentazione» ma promette comunque un’apertura parziale.
In realtà in origine l’area dinanzi alla sede della Provincia era destinata alla realizzazione di box interrati che dapprima furono avversati dalla Soprintendenza e poi annullati dai giudici amministrativi per via della vicinanza al mare. Ma De Luca, una volta partito alla volta della Regione Campania, forse avrà dimenticato.
Così come evidentemente ha rimosso anche la questione relativa al ripascimento della litoranea orientale: progetto nato ancora una volta sotto la sua egida da sindaco (al quarto mandato) e finito anche sotto inchiesta della magistratura che aveva avuto sentore che la sabbia utilizzata per il ripascimento non fosse di origine marina bensì di cava.
Il pm che indagava (Roberto Penna), qualche mese dopo, fu coinvolto a sua volta in una inchiesta della procura di Napoli e le indagini si arenarano prima di far emergere – qualche mese fa – quello che l’allora sostituto procuratore sub judice temeva. I lavori si fermano, il consorzio Infratech (che si è aggiudicato i lavori) dice pubblicamente che l’amministrazione (retta da Enzo Napoli) era a conoscenza dell’uso della sabbia di cava così come essa stessa avrebbe richiesto, le analisi dell’Arpac rilevano la presenza di batteri e il sindaco è costretto ad inibire l’accesso ad Universo Beach per due mesi: estate saltata.
Eppure De Luca continua a respingere le accuse. Anche quelle ironiche dell’associazione “Tradizione Futuro Salerno” che con uno striscione lo aveva sardonicamente ringraziato per «il lungomare a pezzi».
«Ho visto un cartello demagogico che avete pubblicizzato – dice ai giornaliti -. Se vi capita spiegate anche quando sono nati i cantieri e chi ha fatto le opere. noi ci siamo insediati da dieci giorni. Quindi io prendo il ringraziamento come un buon auspicio». E ripete la storia dei tecnici comunali che avrebbero controllato il materiale depositato «per poi ritrovarsene un altro».

