De Luca all’attacco: Manfredi nel mirino?

Chi sono questi «innovatori» che appartengono al «mondo progressista riformista» che avrebbero in seno pure «qualche ladro in un Paese nel quale la libertà di stampa non esiste»? Vincenzo De Luca, dalla sua consueta tribuna social del venerdì, torna il leone di sempre che individua la sua preda e mostra gli artigli. Parole taglienti come lame. Ma indirizzate a chi?

Il sindaco di Salerno non fa nomi, ma calca la mano su «questi fondatori di nuovi movimenti politici, che si preannunciano, che si formano, che si autoproclamano il centro, i riformisti, gli innovatori» ma che in realtà altro non sono per l’ex governatore che «personaggi in cerca d’autore per le prossime elezioni» e alcuni di loro sarebbero anche «consumati». Ma che si stanno muovendo nel «panorama politico italiano» ed organizzano «incontri, riunioni» e rilasciano «dichiarazioni»: in poche parole «il meglio della politica politicante».

A cui lui fa da oppositore con il suo «modesto» ma «gratificante» ruolo di «artigiano della politica», che sarebbe anche «meglio» perché «lontano da questi eminenti statisti e da quest’altissima politica che si incomincia a proporre agli italiani in vista delle prossime elezioni».

Starà mica pensando l’ex governatore di tenersi fuori dalla prossima campagna elettorale? Il ruolo di «modesto artigiano della politica» ci potrebbe anche stare ma che De Luca possa fare da spettatore in una competizione elettorale è impossibile. Un po’ per indole, un po’ per amor di famiglia: suo figlio Piero è già proiettato verso la candidatura e stavolta si vocifera che correrà per il Senato. Quindi, anche se come dice «saranno mesi drammatici, saranno psicodrammi ai quali dovremo assistere da un versante e dall’altro», il sindaco di Salerno non potrà sottrarsi ai suoi doveri di padre.

Ma un po’ anche per misurarsi di nuovo a Napoli contro l’ultimo avversario di sempre: il sindaco Gaetano Manfredi, di cui De Luca non cita mai il nome ma se parla di nuovi movimenti politici nell’area progressista-riformista – escluso per dichiarata appartenenza camerata il neo Futuro Nazionale del generale Robero Vannacci – tra le new entry della recente scena politica non resta che pensare a Progetto Civico di Edoardo Onorato e Carlo Puca. Di cui Manfredi è fervido rappresentante.

Quale migliore occasione dunque per l’ex governatore strappare un voto in più al sindaco di Napoli che gli ha fatto il grande torto di escluderlo dall’organizzazione dell’America’s Cup prima di andar via da Palazzo Santa Lucia? Quindi non sarà mai mero spettatore e la sua campagna elettorale è appena cominciata.

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