Calciatori come l’ex portiere dell’Inter Julio Cesar Soares. Cantanti come Alex Britti. Attrici come Lory Del Santo, ma anche manager di aziende farmaceutiche e di gruppi internazionali partecipati dal Governo. Come Leonardo e Ansaldo. E ancora: banchieri e vertici di importanti agenzie di assicurazioni.
Tra i i dati rubati nei 730mila accessi abusivi scoperti dall’indagine della Procura di Napoli, che ha messo sotto inchiesta 89 persone e ai domiciliari due poliziotti infedeli di Napoli e Caserta, ci sono anche quelli relativi a manager della finanza italiana e internazionale.
Compare il nome di Raffaella Luglini, membro del board di Leonardo spa, che nell’azienda che si occupa dell’aerospazio e della sicurezza italiana riveste e ha rivestito incarichi apicali: direttore generale della Fondazione e capo delle relazioni esterne ed internazionali di Telespazio, nonché già presidente nel 2017 di Ansaldo.
C’è Giovanni Mercadini, fondatore dell’istituto bancario Credito di Romagna e oggi presidente dell’istituto bancario Sammarinese.
E c’è anche Giorgio Cociani, manager della Generali fino al 2023.
Ma sono i legami con il Veneto che emergono con insistenza negli accessi abusivi che la società “Sole investigazioni e sicurezza srl”, con sede operativa a Ferrara e San Giorgio a Cremano che si serviva dei due poliziotti Piermassimo Caiazzo e Alfonso Auletta, effettuava con più frequenza e con obiettivi mirati.
Uno di questi è Walter Bertin, presidente e fondatore dell’azienda farmaceutica Labomar, ma anche vice presidente di Assoindustria Veneto. L’altro è Claudio De Nadai, membro di Confindustria Veneto con delega alle Piccole imprese.
Anche Alberto Biondi, lo stilita di alta moda, ha la sua azienda in Veneto.
Ma perché questo interesse verso il Veneto e a chi premeva conoscere dati fiscali, contributivi, previdenziali e casellari giudiziali?
A chi appartiene la “Sole investigazioni e sicurezza srl”, considerata dalla procura di Napoli «la centrale e il vero e proprio snodo operativo del sodalizio verso le agenzie collegate» che acquistavano i dati esfiltrati furtivamente?
Il presidente era Angela Sole, che deteneva il 15% delle quote societarie come suo fratello Giammatteo. Il resto era di proprietà di Giuseppe Picariello e consorte, equamente diviso.
I fratelli Sole detenevano altre società di investigazioni sempre in Veneto e finirono in un’ inchiesta di Report che indagava sull’attività di dossieraggio disposta dall’allora sindaco di Verona, Flavio Tosi (ora europarlamentare), sui suoi avversari politici per via di una foto che aveva immortalato la sua compagna in compagnia di una persona condannata per concussione.
Ad “investigare” per conto di Tosi era Nicola Toffanin, diventato collaboratore di giustizia dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta denominata “Isola Scaligera” e persona molto vicina ad Angela e Giammatteo Sole.
Fu la stessa Angela, nel ruolo di presidente della società investigativa con sede operativa a Ferrara e San Giorgio a Cremano, a mettere ai voti nell’assemblea dei soci del 17 ottobre 2023 la proposta di scioglimento anticipato della società.
Tre mesi prima c’era stata la perquisizione degli agenti della squadra mobile di Napoli di cui, chissà come, i soci erano venuti a conoscenza. Tanto è vero che quando arrivarono gli agenti trovarono una scena che il gip di Napoli definisce «paradossale». I dipendenti stavano smantellando gli uffici, smontando i pc e gettando i documenti cartacei.

