Crac Ifil: Piero De Luca assolto per non aver commesso il fatto. La Corte d’Appello di Salerno conferma la sentenza di primo grado per il segretario regionale dem.
Il collegio presieduto da Silvana Clemente ha confermato la tesi dei giudici di primo grado, secondo cui De Luca jr non solo non sarebbe il socio occulto della Ifil ma non avrebbe neanche concorso alla bancarotta della società di Mario Del Mese (che ha patteggiato) che, nel biennio 2009-2010, ha lavorato in parecchi cantieri pubblici del Comune di Salerno (Cittadella Giudiziaria e piazza della Libertà) oltre ad essersi occupata della vendita degli appartamenti che sarebbero dovuti sorgere nell’edificio dell’ex pastificio Amato (altro crac da cui Del Mese ne è sempre uscito con un patteggiamento).
Piero De Luca era accusato di aver concorso al fallimento della società per via di circa 14mila euro che la Ifil avrebbe speso per l’acquisto di biglietti aerei da e per il Lussemburgo quando il deputato era referendario della Corte di Giustizia europea.
Condannati invece a due anni, con pena sospesa, i due ex amministratori di diritto Luigi Avino ed Emilio Ferraro (che in primo grado erano stati assolti) e confermata la condanna a due mesi per Peppino Amato jr.

