Ballottaggi, sei comuni nel Napoletano. Occhi puntati su Casalnuovo

Sono sei i comuni del Napoletano al di sopra dei quindici mila abitanti chiamati al ballottaggio.
Le sfide più incerte restano Pompei e Sorrento.

Nella città mariana si sfidano Giuseppe Tortora, appoggiato da una coalizione di liste civiche che al primo turno ha ottenuto il 44,8% dei consensi, e Salvatore Alfano, espressione del campo largo, che con il suo 46,3% è dietro di appena 200 voti. Decisivi per la scelta del nuovo sindaco saranno sicuramente i centristi che al primo turno avevano puntato su Claudio D’Alessio (uscito dalle urne con l’11,5% di preferenze). I centristi non hanno ufficializzato alcun apparentamento, a differenza invece di Forza Italia che, a pochi giorni dal voto, ha annunciato l’appoggio a Giuseppe Tortora.

Competizione sul filo del rasoio anche a Sorrento, dove tra il candidato del centrodestra Corrado Fattorusso e quello del centrosinistra Fernando Pinto ci sono solo sei punti in percentuale di distacco, con il primo che però ha sfiorato la vittoria al primo turno fermandosi al 49,1%. Nella città costiera il campo largo crede nel sorpasso al ballottaggio, convinto che potrà portare alle urne coloro che due settimane fa hanno preferito non recarsi a votare. A Sorrento infatti il vero protagonista delle elezioni è stato l’astensionismo, che ha superato di molto il 50 per cento (58,4 per la precisione) anche se in calo di nove punti rispetto alla tornata precedente.

Occhi puntati anche a Casalnuovo di Napoli, non solo per l’esito dei ballottaggi ma anche per le modalità in cui si svolgeranno le elezioni.
Già al primo turno il prefetto Michele Di Bari (nella foto), aveva inviato i suoi funzionari per accertare la regolarità del voto. A denunciare pressioni ed intimidazioni volte ad inquinare il voto era stata la candidata del centrodestra Nicoletta Romano (47,2%) che al ballottaggio dovrò vedersela con il candidato del centrosinistra Giovanni Nappi, sostenuto da quattro liste civice e che al primo turno ha ottenuto quasi il 30 per cento dei consensi.
La vigilia del voto a Casalnuovo, anche stavolta, getta già ombre sulla sua regolarità. E l’altrieri è intervenuto l’assessore regionale alla scuola e alle politiche sociali Andrea Morniroli. «Ho appreso da organi di stampa la notizia la notizia di un incontro pubblico in cui il coordinatore dell’Ambito sociale di Casalnuovo avrebbe impropriamente motivato il personale delle cooperative sociali operanti sul territorio a votare uno dei candidati interessati dal ballottaggio nell’ambito delle elezioni amministrative in corso di svolgimento presso l’ente locale – ha detto il socialista . Se la notizia fosse veritiera, rappresenterebbe un comportamento inaccettabile da parte di un dipendente pubblico».

A Somma Vesuviana, invece, la competizione è tra Silvia Svanera, candidata del campo largo, che riparte dal 47% ed Antonio Granato, espressione del centrodestra che ha ottenuto il 41,2% al primo turno. Anche qui sarà decisivo un eventuale apparentamento che il terzo sfidante al primo turno, Giuseppe Nocerino, deciderà di fare con il suo 11,7 per cento di consenso raccolto al primo turno.

A Frattamaggiore la sfida è tutta interna al centrosinistra: Gino Casabella (43,1%) contro Pasquale del Prete (41,4%), divisi da soli 400 voti. Il Pd è fuori dalla contesa, così come lo è anche ad Ottaviano, dove la sfida è tra due candidati del centrodestra: Federico Ferdinando (46,01%) e Biagio Simonetti (22%). Il candidato dem, Stefano Prisco, al primo turno si è fermato al 20%.

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