Riunioni fiume, scissioni, strappi interni e malcontenti diffusi. Nei comuni campani al voto, il Campo Largo che ha consegnato la vittoria a Roberto Fico a Palazzo Santa Lucia sembra più un’eccezione che la regola.
A parte il caso Salerno – che da sempre fa storia a sé (visti soprattutto i rapporti non sempre idiallici tra Vincenzo De Luca ed il Pd) – anche ad Avellino la coalizione ha fatto fatica a trovare la quadra. Solo ieri mattina anche Avs ha deciso di appoggiare Nello Pizza (nella foto con Piero De Luca).
Il candidato individuato dai dem non senza difficoltà – c’è stato bisogno perfino dell’intervento di Igor Taruffi da Roma per mettere insieme le diverse correnti pronte all’ennesimo scontro – non potrà contare sulle associazioni progressiste ed ha portato involontariamente anche alle dimissioni di uno dei membri storici della direzione provinciale dem irpina, Antonio Gengaro.
Ad Ariano Irpino, inoltre, la situazione è più complicata di quanto non lo sia stata nel capoluogo di provincia. Carmine Grasso è il candidato condiviso da M5S, Avs, Noi di Centro e socialisti. Il problema però è ancora una volta tutto interno ai democratici, le cui correnti interne sembrano non convergere sullo stesso nome.
Spetterà ancora una volta al segretario regionale, Piero De Luca, cercare di trovare la quadra «così come è stato fatto ad Avellino», ha detto ieri durante l’ufficializzazione della candidatura di Nello Pizza nella sede irpina del Pd di via Tagliamento prima di precipitarsi qualche ora dopo in quella di via Manzo a Salerno per presentare il candidato alla presidenza della Provincia di Salerno, Geppino Parente, espressione del Campo Largo.
«Lì dove si è riusciti a trovare una sintesi abbiamo messo in campo un lavoro unitario – ha detto De Luca jr – lì dove le condizioni non erano ancora pronte non si è fatto e si andrà in parallelo. Ma il lavoro complessivo, che si sta facendo a livello politico sia regionale che nazionale va avanti con la consapevolezza che va costruita a partire dal Mezzogiorno, l’alternativa di governo a livello nazionale».
Il Campo Largo però stenta a decollare anche nei comuni del Napoletano chiamati al voto.
A Portici, ad esempio, da sempre considerato il feudo dell’ex sindaco – ora assessore regionale al governo del territorio e al patrimonio – Enzo Cuomo, il candidato del centrosinistra è l’ex presidente del consiglio comunale Claudio Teodonno. Che però non ha l’appoggio dei 5Stelle pronti a sostenere (insieme a Casa Riformista) l’ex vicesindaco Fernando Farroni.
Stesso scenario a Mugnano dove il centrosinistra sceglie Pierluigi Schiattarella (per lui sette liste), ma si sfila il Movimento 5 Stelle che candida il consigliere uscente Massimo Vallefuoco.
A Casalnuovo di Napoli, invece, Katia Iorio riesce a tenere insieme Pd, M5S, Avs e perfino Casa Riformista senza però i socialisti. Ma anche nel comune a nord est di Napoli, il Partito democratico ha dovuto tribolare e non poco. Tutta colpa (si fa per dire) di Giovanni Nappi, dapprima indicato dalla segreteria cittadina come il candidato dei dem salvo poi dover subire la smentita arrivata dal segretario metropolitano dem Giuseppe Annunziata. A Nappi non è rimasto che ripiegare su liste civiche, al cui interno però ci sono ancora molti dem.

