Avellino, l’intesa su Pizza non unisce e il Pd perde pezzi

Strette di mano e sorrisi abbozzati. Il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, esulta per l’intesa trovata ad Avellino sul candidato sindaco Nello Pizza. Ma i dem irpini cominciano a perdere pezzi, a dimostrazione che la scelta, frutto della lunghissima riunione di mercoledì sera, è stata più obbligata che condivisa.

Ieri mattina, Antonio Gengaro, componente della direzione provinciale dem, ha rassegnato le sue dimissioni.
In una lettera, tanto stringata quanto pungente, indirizzata al presidente e al segretario provinciale, ha detto chiaramente di non aver gradito né la scelta di Pizza né tantomeno il modo in cui si è pervenuta ad essa.

«Cari Presidente e Segretario del Partito Democratico Irpinia, a malincuore, rassegno le mie dimissioni irrevocabili da componente della direzione provinciale del Partito Democratico», scrive Gengaro nell’incipit. Il motivo? «Il ritiro della candidatura di Francesco Todisco a favore di Nello Pizza», dice. Ma non solo. Al passo indietro di Gengaro ha contribuito «soprattutto il mancato coinvolgimento nella costruzione del Campo largo delle associazioni progressiste». Mancato coinvolgimento che per l’ex componente della direzione provinciale «rappresentano una ferita dolente, che solo un gesto consequenziale può tentare di lenire».

Il gesto consequenziale però non è arrivato visto che, qualche ora dopo le sue dimissioni, il segretario regionale Piero De Luca ha espresso «soddisfazione per l’esito della riunione della direzione provinciale», ha elogiato Pizza – «militante appassionato e dirigente politico di esperienza» – e ha ringraziato «tutte le sensibilità del partito che hanno scelto si sostenere questa scelta».

Ma non tutte le «sensibilità» sono state così comprensive visto lo strappo di Gengaro. Todisco, ex consigliere comunale e presidente del consorzio di bonifica del Volturno, sostenuto dall’area Schlein, non era gradito alla sinistra. I dem irpini (con il placet dei regionali e nazionali) avrebber deviato su Pizza pur di salvare il Campo Largo.

La coalizione però traballa ancora, perché – come ha detto De Luca – adesso bisognerà «portare avanti il tavolo politico con tutte le forze del campo progressista, la cui unità è fondamentale». Ma c’è un altro scoglio da superare: quello appunto dei socialisti, di +Europa e proprio delle associazioni progressiste che, due giorni fa, hanno lanciato un appello cercando di convincere gli alleati (o potenziali tali) a convergere sull’imprenditore Walter Giordano, su cui però c’è il veto dei 5Stelle.

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