Scrupoloso o accentratore? In Regione non c’è nulla che Roberto Fico si lasci sfuggire. Presente su tutti i tavoli dove si discute dei dossier più importanti: dalla sanità al bilancio e perfino i trasporti. Non c’è decisione che venga presa senza lo zampino e il lasciapassare del governatore, che avrà pure incentrato il suo mandato sulla discontinuità – rimuovendo pedine e dirigenti blindati per dieci anni dal suo predecessore – e offrirà pure il caffè durante le riunioni dei capigruppo (cosa mai avvenuta con Vincenzo De Luca), ma lo stampo della sua governance sembra avere molti punti in comune con quella del suo predecessore.
Sulla sanità, delega che Fico ha tenuto volontariamente per sé (in attesa di nominare probabilmente un assessore tra un anno e mezzo), il presidente ha individuato i criteri di valutazione dei direttori generali, chiedendogli anche di non badare alle pressioni politiche.
Però alla direzione generale della Tutela della Salute, dopo il pensionamento di Antonio Postiglione, ha nominato comunque Ugo Trama, a cui nel corso dei suoi dieci anni di mandato De Luca ha affidato la responsabilità dei servizi farmaceutici regionali e, ad interim, l’assistenza e gli interventi socio-sanitari dell’ente. Trama e De Luca hanno fatto entrambi parte dell’Unità di Crisi della Regione durante il Covid ed insieme sono stati messi sotto inchiesta dalla Corte dei Conti per la vicenda delle smart card “vaccinali” (considerate un duplicato del Green Pass) da cui il dirigente ne è uscito assolto mentre l’ex governatore è stato condannato in primo grado a risarcire 609.000 euro per danno erariale (processo che pende ancora in appello).
Sul bilancio, invece – altra delega che ha tenuto per sé – il pentastellato ha partecipato a tutte le riunioni della commissione prima che la manovra finanziaria approdasse in aula per essere votata. Era lui a rispondere e a negare qualsiasi tentativo dell’opposizione di stanziare risorse laddove lo stesso presidente non le riteneva necessarie. Ricorda bene Gennaro Sangiuliano (Fdi) la battaglia in commissione (e poi in aula) per la realizzazione di un centro disabili a Palma Campania che si trascinò dietro anche le polemiche di Forza Italia.
Sui trasporti, infine, avere come assessore Mario Casillo (Pd) per Fico è comunque una garanzia. Eppure sull’Eav (Ente autonomo Volturno), che di certo non ha brillato quanto a risultati, sembra sia stato sempre il presidente ad insistere per un cambio di governance dell’ente che gestisce la Circumvesuviana, la Cumana e la Circumflegrea. L’obiettivo era far fuori il deluchiano Umberto De Gregorio nella duplice veste di presidente e direttore generale.
Ebbene Roberto Fico ha pensato di modificare lo statuto dell’ente azzerando completamente il cda e sostituendolo con un amministratore unico: il manager Trenitalia Pietro Diamantini, che si insedierà domani mattina. Ma, a ben guardare, il nuovo statuto non cancella definitivamente la figura del direttore generale, anzi lascia aperta la possibilità di nominarlo e, allo stesso tempo, prevede che – qualora non si provveda alla sua nomina – le funzioni di direttore generale possano essere assorbite dall’amministratore unico in quanto non considerate incompatibili. Dunque anche Diamantini, come De Gregorio, rivestirà il doppio incarico, in piena continuità con il passato.
Glielo faranno notare i consiglieri di opposizione che hanno richiesto una seduta monotematica sui trasporti il prossimo 15 luglio?
Intanto domani in aula arriva il rendiconto di gestione

