Pd, Il destino di Piero De Luca dipende dalla primarie

Mentre a Roma il campo largo finge di non litigare sul ruolo dei centristi nella coalizione ed Elly Schlein convoca la direzione del Pd per dimostrare che ha ancora lei le redini del partito, in Campania i democrat attendono – come a Roma – l’approdo della legge elettorale alla Camera (prevista, come ha detto la premier Meloni, per luglio) per capire come muoversi.

Il segretario regionale Piero De Luca, che sta giocando d’anticipo stringendo alleanze per rafforzare la sua leadership nei confronti dei dissidenti, sa bene che da eventuali primarie dipenderanno anche i nuovi equilibri all’interno della sua segreteria. E di conseguenza anche la sua guida.

Se nella riforma elettorale sarà inserito l’obbligo di indicare il futuro premier, allora Elly Schlein farà quello che ha già fatto prima delle amministrative: far passare sotto traccia la mancanza del simbolo del Pd a Salerno per consentire la candidatura a sindaco di Vincenzo De Luca e facendo finta di non percepire l’imbarazzo della sua area di riferimento (Marco Sarracino e Sandro Ruotolo in primis) che erano contrari all’operazione.

La segretaria nazionale è consapevole che se vuole prevalere sul leader dei 5Stelle, Giuseppe Conte, in Campania ha bisogno dei voti dei De Luca. Del resto il commento recente su un pezzo dell’establishment che mal sopporterebbe una donna progressista a palazzo Chigi «che ama un’altra donna» dimostra tutta la sua preoccupazione.

Se invece l’indicazione del futuro premier non sarà una condizione della nuova legge elettorale – che la maggioranza di governo vorrebbe far approvare ricorrendo alla tagliola – allora la leadership di Piero De Luca sarebbe costretta a rinunciare all’obiettivo di arginare i dissidenti se non vuole perdere il ruolo di guida del partito in Campania e passare lui stesso tra le file della corrente di minoranza. Oltretutto i dissidenti sono l’espressione più diretta della segretaria nazionale a Napoli.

Una posizione delicata, dunque, quella del segretario campano che, nel gioco delle alleanze, può rischiare di trovarsi dalla parte sbagliata. A meno che tra i democrat non si decida di usare il solito metodo dei colombi che poi diventano falchi per annientare la Schlein. E a quel punto Piero De Luca potrebbe avere finalmente le mani libere per decidere le sorti, le liste e i candidati campani del Partito democratico e il modello “o con me o contro di me” potrebbe davvero vivere una seconda stagione. Ma sempre che, ovviamente, i super potentati di Napoli e provincia siano dalla sua parte.

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