De Luca jr, tale padre tale figlio: “O con me o contro di me”

Mettere all’angolo i dissidenti. Fare in modo che la loro voce possa contare meno e il loro peso politico anche meno di zero. Evitare che qualcuno possa rovinare l’immagine dell’unità del partito. Democratico. Che dirige dal primo ottobre 2025 grazie ad un accordo con i 5Stelle, disposti a cancellare le avversità del passato pur di avere Fico presidente.

Piero De Luca, che ha imparato la politica guardando Salerno, sa che esportare il modello di suo padre altrove non è facile. Soprattutto in un partito che delle correnti ne fa da sempre la sua forza e la sua debolezza.

Ma ora ci sono le politiche in vista ed anche le amministrative a Napoli e, siccome alla guida dei dem campani c’è lui, spetta al segretario dettare la linea. Nel solco dell’insegnamento che gli ha impartito suo padre Vincenzo e che suona così: «O stati con me o stai contro di me».

I candidati, insomma, li sceglie lui. La lista spetta a lui farla e non sembra avere alcuna intenzione di cedere un posticino in più alla corrente avversa. Anche se questa è espressa promanazione della segretaria nazionale Elly Schlein.

Marco Guarracino e Sandro Ruotolo sono avvertiti. Piero De Luca sa come muoversi sotto banco, sa come isolarli. Sa pure che in politica la strategia di stringere alleanze di convenienza vince sempre. Anche questo l’ha imparato da suo padre che, quando rischiava di decadere dalla tanto agognata e raggiunta carica di governatore, per via di una condanna in primo grado per abuso d’ufficio da cui è stato assolto in appello, è riuscito ad avere perfino il sostegno di Matteo Renzi, allora segretario di quel partito che lui stesso definiva di «anime morte».

Allora ecco la sua strategia: portare dalla sua parte il super assessore ai Trasporti Mario Casillo.
Il pluripotenziato vicepresidente della Regione, campione di preferenze alle ultime regionali con 80mila voti ripartiti tra Giorgio Zinno e Salvatore Madonna, è il ras indiscusso dell’area vesuviana e non vuole perderne il controllo.

Casillo, già chiamato in causa inutilmente per cercare di convincere la Schlein a puntare su Vincenzo De Luca sindaco del campo largo a Salerno, adesso sa che si sta per giocare una partita diversa. Che neanche lui vuole perdere. Quindi quel patto di non belligeranza stretto in pre campagna elettorale per le amministrative – “a Salerno fate che volete ma a Napoli e provincia comanda Casillo”, potrebbe tornare utile al segretario regionale dem. A meno che, anche stavolta, il super assessore decida di stare semplicemente a guardare.

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