Ballottaggio Cava e Campagna, che fine ha fatto il Pd?

Sconfitto alle urne proprio nei comuni dove era vietato perdere. Primo fra tutti Cava de’Tirreni, dove il Pd – nonostante a fatica era riuscito a costruire un campo largo con Giancarlo Accarino – non solo ha perso ma poi, a schede scrutinate, ha lasciato che il segretario cittadino Carmine Senatore si dimettesse addossandosi colpe che non avrebbe. Se non quella di essere riuscito a conquistare la stima degli alleati (5Stelle e socialisti compresi) e chissà, forse, di estendere questo modello di confronto alla pari anche altrove. Evidentemente il suo operato non è stato gradito.

Tra i dem però si dice da sempre (sottovoce) che perdere le elezioni a Cava de’Tirreni non conviene. Sia perché è la città natia del viceministro Edmondo Cirielli sia (specialmente) perché è un centro nevralgico di potere.

Ricordano bene i vecchi dirigenti salernitani dem che quando, a gennaio 2010, l’allora sindaco metelliano Luigi Gravagnuolo si dimise, il Comune di Salerno perse indirettamente (ma mica poi tanto) il controllo sull’Ausino spa (la società che gestisce il servizio idrico in numerosi comuni della provincia di Salerno, tra cui l’Agro Nocerino Sarnese, la Valle dell’Irno e la Costiera Amalfitana), sull’Asi e anche sul consorzio dei trasporti pubblici (Cstp) che allora era ancora partecipato della Provincia (prima di diventare regionale).

Fu una batosta, perché pochi mesi prima a Palazzo Sant’Agostino si era insediato per la prima volta il centrodestra con Cirielli che riuscì a far eleggere sindaco Marco Galdi.

Ma quando nel 2015 i dem riconquistano la città con Vincenzo Servalli, il sindaco dem a metà del suo secondo mandato (cioè nel 2022) esce ufficialmente dal Pd però mantiene la fascia che detiene tuttora e resta comunque nell’area di centrosinistra, volgendo però lo sguardo più ai socialisti.

Forse la profezia della debacle dei dem era già stata scritta nel 2022 ma forse i nuovi dirigenti del partito – e neanche il segretario regionale Piero De Luca – se ne è ricordato (o forse nessuno dei vecchi dirigenti glielo ha ricordato).

Il risultato è che il Pd non è arrivato neanche al ballottaggio e, a Cava, ha lacerato una segreteria che, a detta di molti, pare funzionasse bene.

Nessuna profezia, invece, a Campagna. Comune più piccolo di Cava ma dove però è nato ed è cresciuto un altro giovane dem che ha rivestito anche ruoli dirigenziali in passato nella segreteria salernitana del Pd: Andrea Lembo.

Il candidato espressione dem Francesco D’Ambrosio è fuori gioco anche se, al secondo turno, la civica messa su dai dem (Cittadinanza attiva) si è già schierata a sostegno di Adele Amoruso. E non poteva fare diversamente dal momento che la candidata consigliera più votata è Annarita Leonardi, moglie di Andrea Lembo ma molto attiva in politica da anni all’interno dell’allora corrente dem dell’ex premier Matteo Renzi.

Dunque, se il ballottaggio dovesse consegnare la vittoria alla Amoruso, il Pd – almeno a Campagna – potrebbe salvare almeno la faccia.

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