Porno, OnlyFans e Manarasi ribellano alla Tassa etica

Uno dei primi firmatari è stato Milo Manara e da allora di firme per abolire la Tassa etica inserita dal governo Berlusconi nella Finanziaria 2006, ma entrata in vigore lo scorso novembre, hanno superato le 30.000.

Ieri la campagna “Stop tassa etica”, promossa dai Radicali Italiani, Giovani Democratici e “Ora!” ha fatto tappa ad Avellino, da dove il dirigente del partito di Marco Pannella, Bruno Gambardella, conta di partire per girare poi tutta la Campania. Con una testimonial d’eccezione, Valentina Nappi, attrice porno e scafatese doc, che ha deciso di rappresentare l’intera categoria – e le case di produzione – che dalla tassa etica stanno subendo serie perdite. E i sex worker non sono i soli ad essere sul piede di guerra, anche se gli organizzatori si aspettavano qualche adesione in più da parte loro.

Ma cosa c’entra infatti Milo Manara con la tassa etica? E come lui la maggior parte dei fumettisti italiani?
«Questa tassa – spiega Bruno Gambardella – non riguarda solo il mondo del porno ma anche quello che viene definito “soft porno”, cioè tutte quelle espressioni artistiche che raffigurano scene erotiche. I fumetti in primis, ma anche il mondo del cinema sarà penalizzato. Con questa tassa, un film come “Ultimo tango a Parigi” sarebbe costretto a sborsare un’ingente somma di denaro solo perché contiene qualche scena erotica. Ed il rischio è che le case di produzione preferiscono abbandonare l’Italia e pagare le tasse altrove».

Il decreto attuativo che da qualche mese ha autorizzato l’applicazione della tassa etica ha già determinato la fuga di molte case produttrici del porno, soprattutto di quelle che registrano grandi fatturati.
«I duecento milioni all’anno che il Governo aveva previsto come incasso dalla tassa – chiarisce Debora Striani che per i Radicali si sta occupando dell’organizzazione della campagna – sono diventati circa due milioni all’anno: un vero e proprio fallimento per le casse dello Stato, piuttosto una punizione per chi ha sempre lavorato in Italia pagando le tasse ordinarie, che invece adesso preferiscono andare all’estero».

Come, per quanto riguarda la filmografia porno, hanno già fatto Rocco Siffredi e Cicciolina. E come rischiano di fare anche i fumettisti, appunto, il cui sostegno alla campagna per l’abolizione della tasse etica è molto sentito.
«La maggior parte delle adesioni – afferma Gambardella – sono state raccolte durante le manifestazioni dedicate ai fumetti. Quest’anno al Comicon di Napoli ne abbiamo raccolto mille».

Ma anche le “OnlyFanser” sono arrabbiate, «ragazze – aggiunge Debora Striani – che semmai studiano e lo fanno solo per guadagnare qualcosina».
La prossima tappa della raccolta firme sarà Salerno, dove era già in programma un gazebo ma per via delle elezioni amministrative è stato rinviato. Molto probabile che la campagna “Stop tassa etica” approderà in città il prossimo 4 luglio in occasione del “Salerno Pride”. E allora sì che gli organizzatori si aspettanno di raddoppiare le adesioni.

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