Progetto Civico di Onorato a Caserta ma in Campania non sfonda

Il giorno del giudizio sarà a Roma il prossimo 12 giugno. Al Palazzo dei Congressi dell’Eur il movimento “Progetto Civico Italia”, lanciato dall’assessore ai Grandi Eventi della Capitale, Edoardo Onorato, farà la conta dei suoi sostenitori.

In Campania può contare di certo su quello del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che, con un piede dentro al Pd (grazie a suo fratello Massimiliano) ed un altro nel nuovo progetto romano, sta a sua volta misurando il suo peso politico in vista sia delle poliche che delle amministrative.

Ma Onorato, grazie a Manfredi, può contare anche sul suo uomo-ombra di sempre: Carlo Puca che, in spregio ai dem, ha voluto assessore all’Immagine di Napoli e quindi all’America’s Cup.
Ed è proprio con Puca che ieri mattina Onorato ha cominciato il tour campano a Caserta, dove all’Hotel Europa – insieme al coordinatore provinciale Enzo Iodice – ha illustrato il progetto del movimento per la Terra di Lavoro. Chiarendo che il movimento si colloca chiaramente in un’area progressista. Ma affianco al Pd o contrapposta?

La risposta non è semplice perché l’obiettivo non è ancora chiaro. I maligni dicono che quello di Onorato sia solo un’operazione mascherata del Pd per cercare di presentarsi alle prossime politiche più rafforzato e possibilmente non lacerato dalle primarie.

Qualcun’altro invece sostiene che il Progetto di Onorato possa accogliere l’adesione dei dem delusi dalla gestione del partito in Campania, dove è noto che tra Vincenzo De Luca e Gaetano Manfredi non corra affatto buon sangue. Piuttosto scorre. Mentre con il figlio Piero, segretario regionale, i rapporti sono istituzionali in apparenza ma decisamente competitivi quando si tratta di scegliere gli uomini da mettere nei posti di comando (vedasi Massimiliano Manfredi alla presidenza del consiglio regionale che l’ha avuta vinta su Maurizio Petracca).

Dunque è proprio nel bacino dei dem vacillanti che il movimento di Onorato potrebbe rinfoltirsi. Nel Salernitano però il movimento sembra non attecchire. Il coordinatore provinciale Enzo Inverso aveva promesso di aprire varie sedi nei comuni più piccoli, ma finora non si è visto nulla.

Nel capoluogo poi sarà difficile scardinare il regno di De Luca, anche se gli antideluchiani di sempre e i delusi dell’ultima ora potrebbero guardare al movimento come una via di fuga per avere maggiore visibilità.
Fino a quando però il Pd non deciderà come organizzare la prossima campagna elettorale, nessuno si espone.

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