Interrogatorio bis per Oppido. I pm insistono sull’interdizione

La giornata non è solo lunga, come quella del 31 marzo scorso – ma stavolta è certamente più tesa. All’uscita dal palazzo di giustizia di Napoli l’avvocato di Emma Bergonzoni, Vincenzo Maiello, non rilascia dichiarazioni. Si li limita solo a dire: «Lasciatemi riflettere».
La collaboratrice del primario del Monaldi Guido Oppido, insieme al quale è indagata per aver falsificato la cartella clinica del piccolo Domenico Caliendo, è stata interrogata dal gip Mariano Sorrentino per oltre due ore.

Poi è stato il turno del cardiochirurgo, accompagnato dai difensori Alfredo Sorge e Vittorio Manes. Uscirà a tarda serata.

Per entrambi gli ulteriori interrogatori sono stati disposti dopo dopo che il pm Giuseppe Tittaferrante ed il procuratore aggiunto Antonio Ricci hanno acquisito nuove testimonianze sul trapianto e un video estratto dal cellulare di un operatore socio-sanitario che mostrerebbe il cuore natio di Domenico ancora pulsante su un tavolo della sala operatoria prima che il box frigo contenente l’organo espiantato a Bolzano da Gabriella Farina e Vincenzo Pagano venisse aperto.

Una questione di minuti – quattordici per l’esattezza – che potrebbero cambiare il destino professionale di Guido Oppido che rischia l’interdizione dalla professione medica così come chiesta dalla Procura di Napoli e su cui dovrà decidere il gip Sorrentino.

Secondo i magistrati infatti ci sarebbe una discrepanza tra i dati della Cec (la cartella clinica) compilata dalla perfusionista e quelli contenuti nel referto operatorio. Discrepanza che sarebbe stata in primis rilevata dai carabinieri del Nas di Napoli guidati da Alessandro Cisternino, dopo l’acquisizione dei documenti sanitari presso l’ospedale, dove il 23 dicembre scorso il piccolo Domenico è stato sottoposto al trapianto di cuore.

Oppido, che è anche accusato di concorso in omicidio colposo, ha sempre ribadito che il clampaggio del cuore natio del bimnbo è avvenuto quando l’equipe della Farina era arrivata in ospedale. Così come ha sempre sostenuto che lo staff gli avesse garantito che il cuore da impiantare era in buone condizioni.

Circostanza confermata anche dalla stessa Bergonzoni che, in una chat con un’amica, ha scritto che «Nessuno gli ha detto un cazzo».
Salvo poi però essere smentito dalla stessa Gabriella Farina che, in sede di interrogatorio, ha riferito di non aver ricevuto alcuna domanda sulla cardioplegia, confermando invece quanto filmato nel video dell’operatore socio-sanitario e cioè che la cardioplegia era già cominciata ed il cuore natio di Domenico era già stato espiantato.

Versione che sarà corroborata anche dal suo assistente Vincenzo Pagano.
«Al nostro ingresso il box frigo era ancora chiuso», dice e ricorda che quando fu aperto «uscì un enorme quantitativo di fumo», mentre il cuore di Domenico «era stato già espiantato e si trovava sul tavolo».

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