Lo ringraziano tutti per il lavoro svolto: Fratelli d’Italia, il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi e il governatore Roberto Fico. Tra i forzisti si esprime solo il segretario provinciale di Napoli Francesco Silvestro. Per gli altri – più vicini a Fulvio Martusciello – gli auguri saranno solo una questione di tempo o di commissioni.
Cosa ha fatto Edmondo Cirielli in appena due mesi da capo dell’opposizione per ricevere tutti questi attestati di stima?
Gennaro Sangiuliano non sorprende: è stato da sempre indicato come il successore del viceministro agli Esteri. L’investitura ufficiale è arrivata mercoledì nelle mani di Manfredi dopo una lotta intestina tra Fratelli d’Italia e Forza Italia per via dello scippo della commissione speciale Mare a favore della Lega e della spaccatura sui tavoli provinciali dei comuni al voto prima di ricucire i rapporti con la spartizione di nomine (quella di Sangiuliano) e delle future commissioni di inchiesta (promesse a Forza Italia).
«Assumo questo ruolo con grande senso di responsabilità. Come più volte affermato sarà una opposizione inflessibile ma aperta alla collaborazione istituzionale quando ci sarà la necessità di assumere decisioni nell’interesse dei cittadini»: Sangiuliano rispolvera come un mantra la vecchia storia della collaborazione istituzionale coniata dallo stesso Cirielli a poche ore dalle dimissioni.
Ma anche Manfredi sa bene quanto sia importante la collaborazione istituzionale perché, se non avesse avuto l’ok dell’allora capo dell’opposizione, non sarebbe mai stato eletto presidente del consiglio battendo sul tempo e sui numeri il segretario regionale dem Piero De Luca che, fino all’ultimo, cercò di piazzare Maurizio Petracca. Ecco perché afferma: «Ci tengo a ribadire la stima e l’apprezzamento, già espressi per Edmondo Cirielli, che ha svolto questo ruolo con grande dedizione e rispetto istituzionale».
Ma anche Fico sa bene che se non ci fosse stato Cirielli, la Campania non sarebbe uscita dal piano di rientro in tempi così brevi dal suo insediamento. Vero è che dopo la tragedia del piccolo Domenico Caliendo, il governatore ha incontrato spesso il ministro Schillaci, ma è altrettanto incontrovertibile che fu il viceministro ad annunciare, qualche minuto dopo aver rassegnato le dimissioni, che la Campania sarebbe presto uscita dal piano di rientro.
Come faceva a saperlo? Veggenza o in due mesi ha letto i conti del bilancio sanitario stilati da Vincenzo De Luca? Quindi ben vengano anche i ringraziamenti di Roberto Fico. «Ancora un ringraziamento sentito a Edmondo Cirielli per l’impegno svolto in questi mesi sempre improntato a una costruttiva collaborazione istituzionale».
Infine Cirielli è stato determinante nella questione dell’ineleggibilità di Marco Nonno. Da un lato il viceministro ne prendeva le difese politiche ma dall’altro si rimetteva alla valutazione della giunta delle elezioni presieduta da Manfredi. Nel solco della «collaborazione istituzionale».

