Cuccurullo a Sangiuliano: “Garantismo a convenienza”

Se il tono usato per replicare al procuratore Nunzio Fragliasso, che durante la cerimonia di abbattimento di Palazza Fienga ha denunciato l’esistenza di «troppe continuità con la criminalità organizzata» e «troppe ombre e troppe illegalità nel seno della stessa amministrazione comunale», è stato istituzionale, quello che il sindaco dimissionario di Torre Annunziata Corrado Cuccurullo utilizza per Gennaro Sangiuliano è una stilettata non solo politica ma anche personale. Supportata da un’ironia tanto pungente quanto vendicativa.

Ad innescare la miccia – non volendo (forse) – è ancora una volta il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale che, di buon mattino, affida ad una nota la sua solidarietà al procuratore di Torre Annunziata. «Ogni cittadino onesto e attento alla qualità dell’amministrazione pubblica in Campania, dovrebbe essere grato al procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, per aver squarciato il velo delle ipocrisie sulla città».

Se si fosse fermato qui, nulla quaestio, ma l’ex ministro è andato oltre, colpendo al cuore Cuccurullo già provato dalla dimissioni rassegnate qualche ora dopo le parole di Fragliasso. «Le doverose dimissioni del sindaco dovevano giungere già da tempo, anche perché la città è ferma senza prospettive di rilancio economico e sociale», rilancia e non pago aggiunge pure che «l’abbattimento di palazzo Fienga è solo l’inizio di un risanamento materiale che deve accompagnarsi a quello morale con un cambio di classe dirigente».

Apriti cielo. Cuccurullo, che a Fragliasso ha ricordato la sua integrità di uomo libero, si sente colpito nella sua dignità. E, siccome chi di spada ferisce di spada perisce, l’esponente dem (liquidato pure dal segretario regionale Piero De Luca) tira in ballo il caso Boccia che è costato il posto da ministro a Sangiuliano, oltre ad una serie di processi (in cui è parte offesa).

«Quando le ombre del caso Boccia hanno toccato lui, il ministro Sangiuliano ha rivendicato, con pieno diritto, la presunzione d’innocenza, il rispetto del processo, l’attesa degli accertamenti. Bene così: sono garanzie costituzionali e valgono per chiunque – attacca – Oggi, però, lo stesso Sangiuliano si scopre giustizialista di ferro: è garantismo a corrente alternata» che l’ex ministro userebbe come «un mantello da indossare quando serve a sé e da strappare di dosso quando serve agli altri».

Intanto sul tavolo del ministro Piantedosi è arrivata la relazione della commissione d’accesso agli atti e si attende la decisione.

Torna in alto