L’intenzione era buona. La procedura seguita no. E’ stato dichiarato inammissibile l’emendamento presentato da Piero De Luca sulla cancellazione dell’addizionale comunale per le compagnie aeree interessate a volare all’aeroporto di Salerno.
Il deputato dem aveva annunciato il suo intervento normativo la settimana scorsa durante un sopralluogo allo scalo effettuato con il presidente della commissione regionale Trasporti, Luca Cascone, qualche giorno prima della cerimonia di inaugurazione del nuovo Terminal dedicato all’aviazione generale e ai voli privati.
L’assist gli era stato dato dalla Regione Campania che, con una delibera di giunta, ha stanziato circa 1,7 milioni di euro per accollarsi i costi dei diritti di imbarco destinati al Comune di Pontecagnano che ospita l’aerostazione.
Quale migliore occasione dunque per il segretario dem di contribuire all’operazione di rilancio dello scalo appena uscito da una crisi invernale per niente facile? E conquistarsi semmai anche un po’ di visibilità alla vigilia dell’imminente campagna elettorale per le politiche del 2027?
Peccato che l’avvocato esperto di fondi europei abbia sbagliato la procedura che avrebbe reso il suo intervento determinante all’obiettivo di rendere più appetibile lo scalo salernitano per le compagnie aeree. L’emendamento a prima firma De Luca jr – a seguire Michele Gubitosa (M5S) e Franco Mari (Avs) – è stato allegato al decreto Infrastrutture Pnrr come articolo aggiuntivo (il 15 bis). Decreto che, come è chiaro dalla dicitura, si riferisce unicamente alla realizzazione o ristrutturazione o ampliamento di strutture, reti e sistemi pubblici e nulla dunque ha a che fare con le questioni finanziarie, come al contrario appare palese la materia oggetto dell’emendamento.
Per autorizzare l’accollo dei diritti di imbarco in capo alla Regione c’è bisogno infatti di una norma derogatoria nazionale che solo il Parlamento (o il Governo) può emanare. Così come del resto era stato già deciso a febbraio scorso quando i sottosegretari al Mit Iannone e Ferrante convocarono i vertici Gesac ed Enac per cercare una soluzione all’abbandono delle compagnie aeree che rischiava di sospendere per l’ennesima volta l’attività dell’aerostazione.
Possibile che Piero De Luca non lo sapesse? Oppure quello del deputato dem è stata solo l’occasione ingenua (?) di mostrare la sua presenza e la sua incisività sul territorio? Occasione persa. Sarà per la prossima volta.

