Era tutto pronto. La giuria popolare – quattro donne e tre uomini – prende posto ai lati del collegio giudicante. A presiederlo è Gabriella Passaro, a latere c’è Dolores Zarone, ex giudice del Riesame e prima ancora gip.
La sostituta antimafia Elena Guarino ha però l’espressione di chi sa che in mattinata non sarà depositata neanche la lunga lista testi che, per molti versi, coincide con quella delle parti civili. Tra gli avvocati corre già voce che ci sarà un rinvio per incompatibilità della Zarone.
L’assenza di Lazzaro Cioffi, che non ha mai mancato un’udienza della fase preliminare, è il chiaro indizio che il processo non sarà incardinato. Non ci sono neanche i suoi difensori, Saverio Campana e Giuseppe Stellato (il primo sempre presente): evidentemente la cancelleria li ha avvertiti per evitare la trasferta a Salerno.
Nessuno invece ha avvisato le parti civili. «Bastava fare una comunicazione e ognuno di noi avrebbe evitato quattro ore di macchina avanti e indietro», dice Massimo Vassallo che evidenzia come «questo processo continua a mostrarsi sempre più strano» e sembra che «si ripeta un po’ la storia della fase preliminare».
Il fratello del sindaco pescatore ripercorre le ultime vicende processuali che hanno riguardato Romolo Ridosso – «per il quale l’avvocato stesso aveva chiesto la condanna ed invece il gup Giovanni Rossi lo ha assolto» – e Fabio Cagnazzo di cui «il giudice ha detto che non ha pianificato l’omicidio ma è intervenuto successivamente, quindi per lui non è coinvolto in questo omicidio».
Ma rivolge anche un appello all’Anm di Salerno e alla lettera di risentimento inviata dall’associazione magistrati dopo le polemiche sollevate da alcuni familiari di Angelo Vassallo dopo la sentenza di assoluzione dell’aspirante collaboratore di giustizia.
«Vorrei chiedere all’Anm dove è stata in questi anni – incalza -. Noi famiglia abbiamo riposto nella magistratura la massima fiducia, quindi vi chiedo la cortesia: prima di scrivere alcune cose è giusto verificare noi chi siamo e cosa abbiamo fatto in questi anni e qual è il dolore e la battaglia che stiamo portando avanti per arrivare alla soluzione di questo caso che, ricordo, essere un omicidio. C’è un uomo che è stato ucciso ed è imbarazzante arrivare a Salerno e scoprire che c’è un giudice che aveva già partecipato alle indagini».
Come si fa allora a continuare ad avere fiducia nella macchina delle giustizia? Massimo Vassallo cita il pm Marco Colamonici, i Ros, la sezione Anti violenza «tutti uomini dello Stato che hanno dedicato giorni mesi e anni interi per arrivare alla soluzione di questo caso». Perciò continua a credere nella magistratura però il sospetto che qualcosa in questo processo non quadri, a partire dalle fasi preliminari, resta.
«Troppe cose strane, tutte insieme e tutte concentrate su questo omicidio. L’ultima: è stato negato l’ingresso delle telecamere alle tv ed anche a Radio Radicale. Da qui l’appello al presidente del Tribunale di «prendere in mano la situazione e riportarla sulla strada giusta».

