Perché il nome di Vittorio Pisani compare nella lista testi delle parti civili nell’omicidio Vassallo?
Questa è una storia che parte da lontano, ma neanche troppo. Se si considera che l’assassinio del sindaco di Pollica avviene il 5 settembre 2010 e la prima annotazione che l’attuale capo della Polizia fa alla Dda di Napoli su presunte soffiate fatte al clan degli Scissionisti di Scampia per evitare gli arresti risale ai primi di luglio dello stesso anno, l’indagine su una presunta corruzione all’interno della caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna precede di appena due mesi il delitto di Acciaroli.
All’epoca Pisani dirigeva il Commissariato di polizia del Palazzo di Giustizia di Napoli, Fabio Cagnazzo comandava il comando dei carabinieri di Castello di Cisterna. Il primo lavorava alla cattura dei latitanti, aveva intrecettato qualche boss disposto a pentirsi e con la sostituta antimafia Stefania Castaldi stava organizzando il blitz. Organizzazione che prevedeva anche incontri fuori Napoli con alcuni esponenti del clan Lo Russo disposti a collaborare.
Cagnazzo non ha competenza nelle indagini ma viene a sapere che Pisani avrebbe incontrato qualche boss in un ristorante di Napoli e che questi gli avrebbe anche offerto una bottiglia di champagne. Allora i primi di luglio del 2010 si precipita all’interno del ristorante per verificare se quel famoso incontro fosse davvero avvenuto e per prendere le difese di Pisani, a cui dimostrerà solidarietà quando lo incontrerà qualche giorno dopo all’ingresso del Palazzo di Giustizia.
Il blitz della Dda di Napoli avviene ma i boss riescono a fuggire. Chi li ha avvertiti? I pentiti parlano di una soffiata arrivata dalla caserma di Castello di Cisterna da parte di «un alto ufficiale» ma non fanno nomi. Tuttavia gli inquirenti risalgono a Cagnazzo che viene trasferito a Roma e che, prima del trasferimento, telefonerà i proprietari del ristorante e dirà che «se vogliamo fare la guerra, so fare anche la guerra». Il proprietario riferirà allo stesso Pisani (che frattanto finisce anche lui sotto inchiesta per poi essere archiviato) di aver collegato quelle parole ad un controllo «strano» avvenuto nel suo ristorante il 2 agosto 2010. «Tenete presente che sul lungomare di via Caracciolo sono presenti 17 ristoranti e nessuno di loro ha subito quella giornata nessun controllo».
Anche Fabio Cagnazzo sarà ritenuto estraneo ad ogni coinvolgimento, ma il suo malessere per l’inchiesta che lo ha travolto e per il trasferimento è nota anche ad Acciaroli dove il colonnello dei carabinieri è solito trascorrere le sue vacanze e dove viene organizzata una manifestazione di solidarietà a cui Vassallo non parteciperà ma, a detta di Cagnazzo, gli esprimerà comunque la sua vicinanza prima di morire ammazzato.
Il nome di Cagnazzo nel registro degli indagati per l’omicidio del sindaco comparirà solo nel 2018 insieme a quello di Lazzaro Cioffi perché Roberto Ruocco parlerà agli inquirenti della «squadra della morte» di Castello di Cisterna: non sarà creduto e verrà indagato per falsa testimonianza, per poi essere archiviato.

