Sacerdoti di un rito ancestrale, gli Ultras Salerno hanno officiato l’ennesima liturgia della passione, colorando il pathos che si respirava all’Arechi con una nuova cartolina dal paradiso. E se quella che viviamo è la civiltà dell’immagine, allora gli scatti (quello sopra in pagina è a firma di Massimo Arminante) che si possono realizzare quando gioca la Bersagliera sono da album dei ricordi, da figurina da collezione, da brividi a fior di pelle. Nel tempio del tifo granata e diretti dal genio visionario di Gigi Pacifico, i gruppi della Curva Sud Siberiano hanno rallegrato lo spirito e l’animo non solo dei presenti. L’imponente scenografia che ha già fatto il giro del web in poche ore e ha incassato i complimenti dell’intero mondo ultras, anche tra le piazze storicamente rivali della Salernitana. Di fronte a uno spettacolo del genere non c’è inimicizia che regga. L’ennesimo capolavoro firmato Gigi Pacifico richiama un’altra scenografia, sempre a tema Superman, realizzata nel 1997 a margine della sfida con la Lucchese (1-0 firmato da Artistico), a quasi un trentennio di distanza.
Per una grande opera d’arte, serviva però una grande cornice. E l’Arechi ha risposto ancora presente, migliorando di gran lunga il precedente record stagionale, registrato appena pochi giorni prima con la Casertana. Mercoledì scorso erano in 18970, ieri invece (settore ospiti aperto a dispetto del derby), in 21829 (130 i romagnoli in Curva Nord). Quasi 3mila supporters in più, e la netta sensazione che se il sogno serie B dovesse continuare, i numeri potranno crescere ancora. E arriva anche la nota dei gruppi ultras granata che sulla scenografia col Ravenna scrivono così: “Che si tratti di amore, passione o follia, non è ancora possibile definirlo con precisione. Una cosa però è certa: ancora una volta Salerno ha scritto una pagina di storia che resterà impressa per sempre.Un lavoro straordinario, carico di significato, che riprende e rilegge una storica coreografia del 1997. Un meteorite che cade sulla terra apre la scena, con la “S” che si impone su uno dei magnifici quadri di Gigi Pacifico. Perché i supereroi di Salerno esistono davvero, ma non hanno nulla in comune con quelli canonici: sono ragazzi, uomini che operano nell’ombra, lontano dai riflettori, senza alcuna ricerca di visibilità o interessi personali. Ultras che vivono solo per la propria città e per la Salernitana, legati unicamente all’amore per quei colori e per quella maglia che hanno cucita sulla pelle. La scritta “Salerno Returns” diventa il simbolo di una città che vuole e deve rialzarsi, spinta dalla sua gente, da un popolo che quando vuole sa come mostrare i muscoli e una forza fuori dal comune”.

