SALERNO – Mai la scelta del verso di Alfonso Gatto fu più azzeccata come filo conduttore della quattordicesima edizione di Salerno Letteratura: “Il cuore desto avrà parole. Letteratura nei tempi inquieti”, affinché – hanno pensato gli organizzatori – possa essere «un’esortazione e un auspicio, in giorni inquieti e bui come quelli che stiamo vivendo».
Ma mai avrebbero pensato che parlare di guerra – soprattutto di quella in Medio Oriente – e “revocare” la prolusione allo scrittore napoletano Erri De Luca (che ha negato il genocidio a Gaza) avrebbe trasformato Salerno Letteratura nel festival delle polemiche.
Anzi, in «un’onda d’urto» – come l’ha definita l’ideatrice della kermesse letteraria Ines Mainieri – che «ha investito i direttori artistici» diventati bersaglio di «un attacco durissimo al festival».
E se uno dei due direttori, Gennaro Carillo, ha cercato di stroncare fin da subito le polemiche (anche ieri, a margine della conferenza di presentazione) – «Noi abbiamo assunto una decisione, molto sofferta e discussa tra di noi, e non siamo neppure certi di aver scelto i toni, le forme e i modi giusti per comunicarla ma abbiamo preso una posizione» perché «un Festival ha l’obbligo morale e politico di prendere una posizione. Un Festival ha una linea culturale, ha una linea editoriale. Altra cosa è l’arte. L’arte è liberissima di non avere una linea o di scegliere una linea totalmente sbagliata» – per Ines Mainieri è giunta l’ora di «mettere ordine».
«Sapevamo come la pensava De Luca e abbiamo scelto comunque di affidargli la prolusione a dimostrazione del carattere di pluralità del Festival – ha esordito – ma, quando abbiamo letto la sua intervista in cui dichiarava che il governo israeliano aveva avvisato la popolazione di Gaza sui bombardamenti e l’avrebbe fatta spostare, ho cominciato a riflettere sull’opportunità di affidargli la prolusione inaugurale».
Alla riflessione in solitaria della Mainieri sono seguite una serie di telefonate dalla Fondazione Gatto e dal collettivo Femminile Palestinese. A quel punto, tutti insieme si sono chiesti cosa fare. Dopo di che è stata inviata una lettera allo scrittore napoletano, in cui si comunicava la revoca della prolusione. «Resto a casa per problemi personali: è stata la sua risposta», riferisce l’ideatrice della manifestazione. Da qui le polemiche e l’intrusione a gamba tesa della politica con il capo dell’opposizione in consiglio regionale, Gennaro Sangiuliano, che chiede al presidente Fico numi sui contributi erogati al Festival.
«Avevamo già avvertito l’assessore Cutaia della nostra decisione», aggiunge Ines Mainieri, che replica alle ombre gettate sui finanziamenti pubblici svelando che, dal 2018 ad oggi, il Festival ha avuto 100mila euro di contributi «ben spesi» e che, dal bilancio sociale affidato all’Università di Salerno nel 2021, è emerso che l’indotto economico per Salerno realizzato durante la settimana della kermesse, si aggira sui 700mila euro.
«Qualunque fosse stata la nostra decisione, saremmo stati criticati – aggiunge Carillo – ma questo è un festival che ha 14 anni di storia e ognuno di noi ha la propria biografia. Nessuna di loro può essere miniaturizzata in quello che può anche essere un grave incidente, ma va superato».
E ora Salerno Letteratura può cominciare.


