Forza Italia, prima delfini e ora ribelli alla conquista del partito

Da «amico» con cui prometteva ai suoi elettori «tante sfide e tanti obiettivi da raggiungere» a nemico principale del partito e responsabile della disfatta di Forza Italia alle comunali. Era il 9 gennaio 2026 e, come testimonia la foto in alto pubblicata sulla sua pagina Facebook, il senatore Francesco Silvestro brindava con il suo segretario regionale Fulvio Martusciello e annunciava ad amici e sostenitori che per l’anno nuovo ne avrebbero viste «delle belle».
Ma una guerra così acerrima all’interno del partito, chi ha letto quel post non l’avrebbe certo immaginata. E mai avrebbe pensato che a guidare la corazzata dei “ribelli” fosse proprio Silvestro: il senatore azzurro che ha firmato non uno ma due documenti politici in cui chiede a Tajani (la prima volta l’ha chiesto a Marina Berlusconi ed e’ stato redarguito) la testa del suo padre politico.

Cosa è successo tra Silvestro e Martusciello per arrivare a questo punto? Non è stato proprio il segretario regionale a spingere per la sua elezione a segretario provinciale di Napoli a fine 2024 dopo le dimissioni di Anna Rita Patriarca?

All’epoca Silvestro era stato al Senato da due anni. Ed era stato proprio l’europarlamentare azzurro a sponsorizzare la sua candidatura. Eppure «il re dei materassi», come lo avevano chiamato i media per via dell’attività di famiglia quarantennale, non stava attraversando un bel periodo.
Silvestro era a processo per concussione insieme all’ex sindaco di Arzano (suo paese natio dove è stato consigliere comunale ed assessore), Giuseppe Fustino. Il suo nome compariva nella relazione del 2015 sullo scioglimento del consiglio comunale del paesone che ha ispirato il film “Io speriamo che me la cavo”.

Nonostante ciò il coordinatore regionale azzurro decise comunque di puntare su di lui, piazzandolo come capolista mascherato in entrambe le circoscrizioni campane e due anni dopo sarà sempre Silvestro l’uomo chiamato da Martusciello a sostituire la dimissionaria Patriarca alla segreteria provinciale napoletana, che abbandonerà insieme ad altri sette membri per via di «un partito che non ragiona al plurare confrontandosi, ma che crea microsistemi, non include e non cresce».

Accuse che si leggono anche nei due recenti documenti dove, al fianco di Silvestro, c’è proprio la Patriarca. Eletta anche lei alla Camera nella circoscrizione Campania 1 nel 2022 ed inserita in lista sempre da Martusciello. Due anni prima era stata eletta in consiglio regionale con oltre 11mila preferenze: anche in questo caso ci fu lo zampino del coordinatore regionale che si fece garante pure per lei nonostante fosse a processo per tentata concussione avviato quando era sindaca di Gragnano e finito qualche giorno fa con un’assoluzione piena.

Ma tra coloro che adesso imputano a Martusciello la responsabilità dei dati poco favorevoli a Forza Italia e ne chiedono la rimozione (anche se non esplicitamente) c’è un’altra delfina del coordinatore regionale: Susy Panico, consigliera regionale e presidente indiscussa della commissione speciale sulla violenza di genere anche quando si consumò lo strappo con Edmondo Cirielli.

Che poi, a ben guardare, Forza Italia non ha brillato neanche ad Afragola, dove lo stesso Silvestro si è speso non poco ma con pessimi risultati. Eppure il senatore non demorde: l’obiettivo è prendersi il partito in Campania, far capitolare il suo mentore e, di conseguenza, il vice Gianfranco Librandi. Come? Spendendo il suo nome in Mediaset? O forse il suo brand?

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