Esteri

Israele vuole occupare il Libano meridionale

Dopo quarantaquattro anni la storia si ripete: Israele ha annunciato l’intenzione di occupare il Libano meridionale per creare una “zona cuscinetto difensiva” fino al fiume Litani. Del resto la distruzione dei ponti lungo il corso d’acqua che separa le regioni meridionali dal resto del Paese dei Cedri era un’indicazione abbastanza chiara di quali fossero le intenzioni […]

Dialogo tra Washington e Teheran?

Gli attacchi contro il sistema energetico iraniani sono stati rinviati di cinque giorni: la scadenza dell’ultimatum lanciato da Donald Trump per ottenere la riapertura dello stretto di Hormuz viene rinviata dallo stesso inquilino della Casa Bianca che, nel corso di un colloqio con i giornalisti, afferma che sono in corso trattative promettenti per arrivare alla fine

La guerra accelera: colpito il giacimento di gas di Pars

Continua a crescere d’intensità il conflitto nel Golfo Persico: dopo la fallimentare strategia degli omicidi mirati dei vertici politico-militari iraniani – rivelatasi incapace di minare le fondamenta della Repubblica Islamica – nella giornata di ieri l’aviazione israeliana ha colpito il giacimento di gas di Pars, una delle principali infrastrutture energetiche del Paese. L’agenzia di stampa

Trump chiede navi agli alleati, i “no” di Londra, Berlino e Roma

Alla fine a restare con il cerino acceso in mano è stato Donald Trump. E avere una fiamma accesa quando si ha a che fare con gas e petrolio non è mai una cosa buona.Fuor di metafora, i “no, grazie” incassati ieri dall’inquilino della Casa Bianca sono numerosi e politicamente pesanti. Ma andiamo con ordine:

Sospese le sanzioni alla Russia, scontro tra Washington e la Ue

Ricorso alle scorte strategiche e ammorbidimento delle sanzioni imposte al commercio di petrolio russo: l’amministrazione Trump tenta di reagire alla crisi petrolifera innescata dall’attacco congiunto con Israele contro l’Iran, ma le mosse della Casa Bianca non sono sufficienti a tranquillizzare i mercati: ieri il prezzo del petrolio ha continuano la sua corsa verso l’alto con

Khamenei: «La guerra continua, vendicheremo i nostri martiri»

«Non trascureremo di vendicare il sangue dei vostri martiri»: l’Iran continuerà a combattere. Il primo messaggio pubblico della nuova guida suprema della Repubblica Islamica, Mojtaba Khamenei, è un vero e proprio guanto di sfida utilizzato per schiaffeggiare Donald Trump.Ovvero chi – fidando più nel mero peso dell’apparato bellico statunitense che sulle valutazioni formite dai militari

Il petrolio sfonda quota 90, timori per la bolletta energetica

Ad una settimana dall’inizio della guerra nel Golfo Persico, mentre i violenti bombardamenti statunitensi ed israeliani non sono riusciti né a far implodere la Repubblica Islamica né ad impedire la sua reazione militare, lo spettro di uno shock energetico si fa sempre più concreto. A fine giornata viene superata la soglia simbolica dei 90 dollari

Libano, Hezbollah schiera le unità d’élite contro l’invasione israeliana

Il fronte libanese è uno dei più caldi tra quelli del nuovo conflitto mediorientale, ormai assurto a guerra regionale nonostante i tentativi della Casa Bianca e dei Paesi europei di ridurre il confronto in atto a mero tentativo di cambio regime in Iran.A confermarlo proprio quanto sta accadendo nel Paese dei Cedri, con le forze

La guerra si allarga e raggiunge anche l’Ue

Giunta al suo quarto giorno, la guerra nel Golfo Persico può essere ormai classificata come conflitto regionale, destinato probabilmente ad allargarsi ulteriormente. Mentre continuano incessanti i bombardamenti statunitensi ed israeliani sulle città iraniane – colpito anche uno dei principali ospedali di Teheran – la risposta iraniana si allarga oltre i confini del Golfo e raggiunge,

Diplomazia archiviata, Israele e Usa tentano il cambio regime

Un cambio di regime a Teheran: questo l’obiettivo apertamente perseguito da Stati Uniti ed Israele con la guerra inziata nelle prime ore di ieri, quando missili ed aerei hanno colpito la capitale iraniana ed alcune delle principali città del Paese nel tentativo di decapitare i vertici politico-militari della Repubblica Islamica. Ed aprire così la strada

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