Ad Islamabad via al vertice fra Stati Uniti ed Iran. Forse

Dovrebbero iniziare questa mattina alle 11 ad Islamabad i colloqui tra Stati Uniti ed Iran, nel tentativo di trasformare il cessate il fuoco in vigore da tre giorni in accordo di pace. Benché le due delegazioni abbiano raggiunto il Pakistan – Paese che ha svolto un ruolo cruciale nel lavoro di mediazione in queste settimane di guerra – l’avvio del confronto resta ancora in dubbio. Incertezza frutto del mancato rispetto di due condizioni previste dall’accordo che ha portato alla tregua, almeno secondo gli iraniani.
Cessate il fuoco in Libano e sblocco dei beni iraniani bloccati prima dell’inizio dei negoziati: sono queste le due condizioni ancora non soddisfatte secondo la Repubblica Islamica, «entrambe le condizioni devono essere soddisfatte prima dell’avvio dei colloqui» come ha sottolineato il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf.
Un’incertezza che, tuttavia, non sembra turbare l’ottimismo dell’amministrazione statunitense, come confermano le dichiarazioni del vicepresidente Vance (foto): «Per me – ha detto – i colloqui avranno esito positivo. Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile».
Meno soddisfatto della situazione sembra essere Donald Trump, che non ha visto realizzata una delle sue principali richieste: l’apertura al traffico marittimo dello stretto dio Hormuz. Nelle ultime 24 ore una sola petroliera ha attraversato Hormuz, mentre sono ben 180 le petroliere ancora bloccate nel Golfo Persico con un carico complessivo di 170 milioni di barili di petrolio.
E la richiesta di mantenere il controllo di Hormuz da parte iraniana è una delle richieste che, secondo molti osservatori, potrebbe far deragliare la trattativa fin dalle prime fasi.

Torna in alto