Costruire – o meglio, ricostruire – una destra sociale che parta con un movimento dal basso e non da alchimie “romane”: questo l’obiettivo di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci che ieri mattina ha presentato i comitati costituiti a Salerno ed in provincia. Obiettivo che in Campania si declina anche come necessità di costruire un’opposizione intransigente al “modello De Luca” e, più in generale, al centrosinistra.
A fare il punto su stato e prospettive del nuovo partito – che a giugno celebrerà la sua assemblea costituente – sono stati Sergio Valese, esponente storico della destra salernitana, Angelo Retta, segretario regionale di Indipendenza (il movimento di Gianni Alemanno confluito in FN, nda), Domenico Di Giorgio, consigliere comunale a Montecorvino Pugliano, e Carmela Rescigno, già presidente della commissione regionale anticamorra. Al momento sono quindici i circoli già costituiti nel Salernitano, altrettanti quelli in fase di costituzione, di questi cinque sono quelli portati in dote da Indipendenza.
Ma chi sono gli aderenti a Futuro Nazionale? Sicuramente, come sottolinea Valese, quanti «si sono sempre riconosciuti nella destra sociale e popolare che oggi non trova rappresentanza», ma anche molti che finora hanno assistito da spettatori alla vita politica, in particolare giovani.
«Quella di Futuro Nazionale – sottolinea Angelo Retta – è una nuova sfida, anche se per noi è sempre la stessa: quella di una destra reale che si contrappone a un mondo che non identifico neanche più con la sinistra, ma con un politicamente corretto che sta contro il popolo. La nostra aspirazione è quella di aggregare il mondo di destra che si è ritrovato senza una casa politica».
Un percorso che non prevede sconti per il centrosinistra, ma neanche per il centrodestra: «In Campania – dice Valese – scontiamo la mancanza di un elemento essenziale del quadro politico: una reale opposizione al centrosinistra».
Ruolo che Futuro Nazionale si candida a ricoprire, come sottolinea Carmela Rescigno: «Il centrodestra non solo si è spaccato in occasione delle amministrative – dice – ma in consiglio regionale non c’è alcuna reale opposizione. Dobbiamo capire che in consiglio regionale, in Campania, sui territori c’è bisogno di un’opposizione dura, intransigente, contro un sistema che è quello deluchiano che ormai volge alla fine, ma che comunque si è rinnovato con il Campo Largo. Non bisogna mollare, perché va bene l’opposizione costruttiva, propositiva, ma con certi personaggi è impossibile».
A proposito di amministrative, confermata l’assenza di liste di FN, anche se – evidentemente – non mancano interlocuzioni sul territorio, come lascia intendere la risposta di Angelo Retta ad una precisa domanda: «Ci riserviamo di prendere una decisione nei prossimi giorni».

