Acqua pubblica, i comitati pronti a diffidare Manfredi

A quanto pare le parole non servono. Nemmeno se provengono dal presidente Roberto Fico che, il 30 aprile scorso, si era fatto pubblicamente garante della contrarietà del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a privatizzare la società Abc e dunque la gestione del servizio idrico a Napoli.
Però il primo cittadino continua a non sciogliere il nodo sulla gestione del servizio idrico a Napoli e sul futuro dell’azienda speciale, che resta ancora in odore di privatizzazione.

Il coordinamento campano del comitato per l’acqua pubblica e il Comitato Acqua pubblica Napoli sono pronti ad un nuovo presidio di protesta contro il silenzio dell’amministrazione comunale alla richiesta di un incontro con i comitati per chiarire una volta per tutte cosa intenda fare la giunta e il consiglio guidato da Manfredi sul futuro dell’azienda speciale.

Il presidio si terrà giovedì prossimo alle 16 in Verdi dinanzi all’edificio che ospita il consiglio comunale. La data a l’ora non è scelta a caso, perché contemporaneamente – nella sala Nugnes – si riunirà il consiglio di distretto dell’Ente Idrico Campano Napoli città.

Durante il presidio, a cui parteciperà anche il costituzionalista Alberto Lucarellida sempre al fianco dei comitati – saranno raccolte anche le firme per presentare una diffida al Comune di Napoli, in cui si chiede il rinnovo trentennale della concessione del servizio all’azienda speciale, lo stop di qualunque decidione e procedura amministrativa volta a trasformare gli assetti societari dell’Abc da azienda completamente pubblica a privata o mista e, infine, la costituzione di un comitato di sorveglianza (così come previsto nello statuto dell’azienda speciale) che preveda la partecipazione dei cittadini e che svolga un ruolo di controllo sulla gestione pubblica dell’acqua.

I comitati tornano sul piede di guerra perché, dall’ultimo presidio del 21 aprile scorso e dopo l’invio di una pec per chiedere un incontro pubblico chiarificatorio. «Il sindaco non può continuare ad ignorare le istanze di chi difende l’esito del referendum del 2011 e la natura pubblica di Abc – scrivono i rappresentanti di comitati per l’acqua pubblica -. Non accetteremo che il futuro dell’acqua a Napoli venga deciso nelle “stanze segrete” o attraverso il silenzio dilatorio».

Dal 22 dicembre scorso, l’assise napoletana non ha più affrontato la questione acqua e Abc. Allora sembrava che i comitati avessero vinto la prima battaglia di una guerra innescata da mesi, ottenendo il ritiro della proposta di delibera sulla modifica dello statuto dell’azienda speciale presentata dal consigliere Sergio D’Angelo.

Ma si sbagliavano, perchè quella delibera non è mai stata ritirata e, sebbene non è stata ancora portata in consiglio comunale, continua ad essere una minaccia per i comitati che potrebbero vederla rispuntare da un momento all’altro. Rischio che sembra più reale visto appunto il perdurare del silenzio del sindaco Manfredi.

Al presidio di giovedì prossimo ci sarà come sempre anche Alex Zanotelli. Il missionario comboniano ha avuto un ruolo decisivo nel favorire l’incontro tra il governatore Roberto Fico e i comitati per l’acqua pubblica, ma anche per accelerare il ritiro della gara bandita dall’ex Vincenzo De Luca per la costituzione di un società mista che avrebbe dovuto gestire il sistema acquedottistico campano (Gapir) prima che il Tar Campania annullasse il procedimento e prima ancora che la Corte dei Conti sollevasse una serie di dubbi sui criteri del bando.

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