Indice gradimento Governance Pool, Manfredi sale e Fico scende

C’è chi esulta, perché forse non se lo aspettava, e chi minimizza perché ugualmente non se lo aspettava.
Gaetano Manfredi e Roberto Fico. Sindaco di Napoli da quattro anni l’uno e presidente della Campania da sette mesi l’altro. Il primo sale nell’indice di gradimento stilato dalla classifica annuale “Governance Pool” del Sole 24Ore piazzandosi sul podio e l’altro occupa la decima posizione perdendo però quasi il 5,6% dei consensi che lo scorso novembre lo hanno portato ad occupare lo scranno più alto di Palazzo Santa Lucia.

Il sindaco, forte del risultato raggiunto (64%), ringrazia i napoletani e, in collegamento al panel de Il Sole24 Ore, commenta così l’esito del sondaggio: «Il consenso emerso dall’indagine ci fa capire che i cittadini capiscono bene quando si fanno grandi investimenti per il loro interesse e sono disposti a fare anche qualche sacrificio perché capiscono che si sta costruendo una nuova città, a cui tutti partecipano, e che darà benefici a tutti, malgrado qualche lamentela per i tanti cantieri aperti».

Il governatore, invece, sdrammatizza il calo di gradimento nei suoi confronti sottolineando che «Le classifiche, come al solito, una volta sono migliori, una volta peggiori: sono i trend che interessano in ogni caso. Poi i sondaggi lasciano il tempo che trovano. Ma va benissimo anche questa, è una buona posizione». Come a dire, non guardiamo ai sondaggi soprattutto se sono negativi.

Sul paragone fatto con il suo predecessore Vincenzo De Luca, che nel corso dei suoi due mandati di governo a Palazzo Santa Lucia di punti di percentuale quanto a consensi ne aveva persi poco più di Fico, manco a parlarne: il 55% di gradimento del pentastellato contro il 54,5 del battitore libero che mal si identifica col Pd se non nelle grandi occasioni elettorali, non è un dato da commentare necessariamente.

Una sorta però di delusione non sfugge tra i 5Stelle che, nei primi sette mesi di governo a capo del campo largo, avevano sperato di fare breccia nel cuore dei campani invertendo la rotta segnata dagli ultimi dieci anni del loro avversario di sempre (De Luca, appunto). Evidentemente la loro “rivoluzione” non è stata percepita come tale o forse non c’è stata.

Ma se in casa 5Stelle c’è delusione, a Palazzo San Giacomo regna lo stupore. Chi avrebbe mai pensato che Gaetano Manfredi, dopo le numerose polemiche (non ancora sopite) sul caso Bagnoli-America’s Cup, sarebbe risalito nell’indice di gradimento rispetto finanche al 61 per cento della passata rilevazione e al 62,9 del dato elettorale?

Sicuro non se lo aspettava neanche il diretto interessato che, ieri mattina, subito dopo la pubblicazione della classifica del quotidiano di Confindustria, ha portato ad esempio proprio la manifestazione velistica come dimostrazione del cambiamento sociale, culturale ed economico della città.

E così mentre Manfredi torna a chiedere al governo «maggiore presenza e presidio del territorio», ricordando che spetta allo Stato garantire la sicurezza soprattutto nei territori dove si scende per strada con i kalashnikov (come è accaduto di recente a Montesanto), il presidente Fico si accoda alla richiesta del presidente dell’Anci con il rischio di diventare per l’ennesima volta bersaglio del programma satirico di Fiorello.

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