Esposto contro l’inquinamento dei porti. Ambientalisti sulle barricate

L’ultima immagine risale al 15 giugno scorso. La prima al 4 settembre 2024. Una nube densa di fumo nero c’era allora e la stessa nube c’era anche tre settimane fa. Impossibile non pensare che ci sia stata anche ieri, pure oggi e che ci sarà perfino domani. Il porto di Salerno, come quello di Napoli, invaso dai fumi delle navi da crociera (ma anche dei traghetti) e su cui Italia Viva e Legambiente pretendono chiarimenti dall’Arpac prima ancora di presentare una denuncia sul potenziale inquinamento ambientale che rischia di diffondersi fino alla zona abitata, vista la vicinanza delle due principali aree portuali campane con il centro storico.

Perciò le associazioni ambientaliste, insieme al Movimento “Rigenera Campania” di Gianfranco Nappi, hanno inviato un esposto-dossier (con tanto di foto e video allegati) alle Capitanerie di Porto di Salerno e di Napoli, ma anche all’Agenzia per la protezione ambientale della Campania e al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Mar Tirreno Centrale, Eliseo Cuccaro, affinché «renda noti alla cittadinanza i risultati degli accertamenti e delle ispezioni effettuate a tutela della salute e nel rispetto delle normative internazionali ed europee».

La presidente di Italia Nostra, sezione di Salerno, Rosa Carafa e la presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, si chiedono – prima ancora di avere i risultati delle analisi effettuate dall’Arpac – se Capitaneria di Porto ed Agenzia abbiano mai effettuato delle analisi per stabilire il livello di inquinamento delle aree portuali e la propagazione di questo nelle zone abitate che si estendono a ridosso dei porti a Salerno come a Napoli. E chiedono soprattutto all’Arpac se abbia intenzione di installare centraline fisse e mobili per la rilevazione dei livelli di inquinamento dell’aria «sia in punti specifici del porto di Salerno, sia in alcune zone viciniori all’area portuale».

La richiesta è stata resa nota ieri mattina durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato l’ex consigliere comunale Gianpaolo Lambiase e l’ex giornalista Rai Enzo Ragone. Il sospetto, alimentato dalla ricca documentazione fotografica raccolta nel corso degli ultimi due anni, è la presenza di «picchi di polveri sottili e biossido di azoto nell’aria» denunciata di recente, per quel che concerne Napoli, anche dalla trasmissione di inchiesta Report e, per quanto attiene Salerno invece, la presunta ed allarmante «violazione dei limiti di opacità stabiliti dalle ordinanze locali (Scala di Ringelmann) o dei massimali di zolfo nei carburanti» previsti dalle direttive europee.

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