Campo largo a Napoli, depotenziare Renzi e manfredi (per ora) tace

Come padrone di casa non potrà non esserci ma, come fondatore di Casa Riformista e dell’alleanza con Matteo Renzi, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi non può non sapere che all’appuntamento di mercoledì prossimo in piazza del Gesù il campo largo ristretto metterà pubblicamente in atto la strategia studiata per tenere quanto più lontano l’ex rottamatore dalla spartizione di poltrone ed incarichi in vista della tanto agognata vittoria alle politiche del 2027, salvo poi “accoglierlo” in coalizione a pochi mesi dalle elezioni.

Sarebbe questo l’accordo trovato tra Giuseppe Conte – sempre più determinato a tenere Renzi fuori dall’alleanza – ed Elly Schlein che, al contrario del leader pentastellato, ha capito (grazie ai suggerimenti dell’ex premier Romano Prodi) che senza l’apertura – e quindi i voti – dell’area moderata riformista – non si vincono le elezioni.

In pratica, la strategia dei novelli statisti mira a depotenziare l’ex segretario dem in questa fase di pre-campagna elettorale. Come? Tenendolo appunto fuori dai tavoli di “lavoro” sul futuro programma della coalizione per evitare che possa accampare qualche pretesa di incarichi e poltrone visto che quelle di premier e presidente della Repubblica se le sarebbero sparite già la Schlein e Conte.

Però sia la leader dem che il capo dei 5Stelle non hanno fatto i conti con le rispettive grane interne. Elly Schlein sa benissimo che non sarà facile far digerire questa strategia alla corrente Liberal interna ai dem capeggiata da uno come Stefano Bonaccini che sa come far pesare la sua presenza e le sue idee. Dal suo canto Giuseppe Conte è troppo proiettato a guardare al Colle senza pensare che in questo momento sarebbe meglio tenere lo sguardo fisso su piazzale Clodio dove a fine luglio il Tribunale civile deciderà l’appartenenza del simbolo del Movimento che il suo fondatore Beppe Grillo ha rivendicato.

Quindi il sindaco di Napoli, che ha un piede in Casa Riformista e l’altro in Progetto Civico Italia di Edoardo Onorato, sul palco dell’otto luglio salirà davvero come padrone di casa. Tanto c’è ancora tempo per ricucire gli strappi, rinsaldare le future alleanze e semmai anche a convincere Conte ad ammorbidirsi su Renzi.

Del resto la riforma elettorale è ancora poco chiara e non è stata neppure discussa in Aula. E poi chi assicura che la strategia di Schlein e Conte funzionerà con uno scafato della politica come Matteo Renzi ben consapevole che il suo 3,8% di consensi è decisivo tanto per la vittoria quanto per la sconfitta.

Torna in alto