Renzi contro Onorato e Manfredi resta nel guado

Il secondo mandato di solito non si nega a nessuno. Soprattutto ad uno come Gaetano Manfredi che è stato determinante anche nella vittoria di Roberto Fico alla Regione e, prima ancora, nella composizione del campo largo. Ma adesso, con le amministrative in vista e le politiche alle porte – in attesa di conoscere con quale legge si andrà a votare – il sindaco di Napoli si trova nel mezzo di una diatriba tutta interna. Sia alla coalizione di centrosinistra – con Giuseppe Conte che lavora per tenere lontano Matteo Renzi dal campo largo e con Elly Schlein che al contrario ha inviato il primo segnale di apertura – e sia all’area centrista senza cui, come ha ricordato più volte Clemente Mastella, sarà difficile sconfiggere il centrodestra (con o senza Vannacci).

Manfredi, padre putativo di Casa Riformista che con Italia Viva ha consolidato l’asse con Renzi alle scorse regionali, avrà colto certamente il messaggio lanciato oggi dall’ex “rottamatore” dem dal suo canale enews sulla presenza del simbolo di Italia Viva-Casa Riformista nella coalizione di centrosinistra alle prossime politiche – «senza candidati ufficiali ma con centinaia di candidati e poi vinca il migliore», ha detto – e sulla necessità di preparare le liste anche per le comunali, dove pure Iv-Cr sarà presente e a Napoli sosterrà Manfredi come continua a fare.

Ma il sindaco frattanto ha abbracciato anche un altro progetto: “Progetto Civico Italia” appunto di Edoardo Onorato. E non solo lo ha abbracciato, ma ha inserito il suo testimonial di fiducia, Carlo Puca, che ha nominato assessore a Napoli nonostante i malumori del Pd.

Come si posizionerà allora Manfredi? Il sindaco sa bene che tra Renzi ed Onorato non corre buon sangue: due frontman in una stessa area (seppur moderata) non possono stare. O resta uno o resta l’altro. E se Conte (che ieri ha presentato il suo libro proprio a Napoli) dovesse convincere la segretaria dem a tenere fuori dalla coalizione Matteo Renzi, come si comporterà Manfredi? Visto che tiene comunque le mani in entrambi i partiti? E visto che Progetto Civico sta raccogliendo consensi anche tra i socialisti di Enzo Maraio e affascina pure l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini?

Il mediatore potrebbe essere il ruolo che più si addice al sindaco di Napoli. Forte dei suoi buoni rapporti con la Schlein e con il leader dei 5Stelle ma anche con l’area dem più moderata di Dario Franceschini, Gaetano Manfredi potrebbe trovare la soluzione giusta. Ma a quale prezzo?

Torna in alto