Grand Hotel Salerno, perché il Comune chiede solo ora la riscossione dei debiti?

I presunti debiti della “Panoramica srl” che gestisce il Grand Hotel Salerno erano già noti all’amministrazione comunale almeno da tre anni. A giugno 2023 l’allora consigliere comunale di opposizione, Roberto Celano, depositò un’interrogazione all’ex sindaco Enzo Napoli sui motivi che avevano indotto il Comune a chiedere la risoluzione del contratto con il quale si affidò alla società della famiglia Chechile la progettazione, la costruzione e la gestione dell’albergo sul Lungomare Tafuri.

La procedura di risoluzione contrattuale era stata avviata solo da pochi mesi dall’ufficio Opere e Lavori Pubblici. In realtà però, come mise per iscritto Celano, erano anni che il consigliere di minoranza chiedeva numi sulla situazione debitoria della “Panoramica srl” relativa al mancato pagamento dei tributi e se il concessionario fosse in regola con la rateizzazione del debito a cui aveva già provveduto la stessa amministrazione comunale non molto tempo prima.

Alla sua interrogazione, però, Celano non ottenne mai una risposta. Dunque, perché solo ora il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca accusa pubblicamente di «delinquenza e scorrettezza istituzionale» i Chechile, minacciandoli di far chiudere per sempre il Grand Hotel Salerno?

Cinque mesi dopo l’interrogazione inevasa, la società “Hotel Salerno srl”, con sede a Solofra, appartenente a Caterina Chechile, acquistò dal Comune i suoli dell’ex cementificio (proprio accanto al Grand Hotel) per realizzare una nuova struttura ricettiva. Prezzo pagato: poco più di dodici milioni di euro. Fu ancora una volta Roberto Celano a protestare contro la «colata di cemento» in cui si stava trasformando il lungomare.

Nonostante ciò a metà marzo del 2024 cominciarono i lavori, ma il nuovo albergo non ha visto mai la luce perché fu l’amministrazione comunale a bloccarne la prosecuzione dal momento che la società avrebbe invece avuto intenzione di costruire appartamenti. E, secondo le informazioni possedute dal Comune, ne aveva anche cominciato la vendita su carta.

La questione è attualmente oggetto di un contenzioso legale in Tribunale. Proprio lì dove l’ex governatore ha minacciato di riportare di nuovo i Chechile qualora non saldino i loro debiti con il Comune, mandando all’aria la procedura di arbitrato e di conciliazione che è in corso già da qualche mese.

Provato a contattare più volte, il cellulare dell’ingegnere Armando Chechile risulta sempre spento. Avere la sua versione garantirebbe la completezza dell’informazione.

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