Sfida a cinque per la presidenza Del consiglio comunale di Salerno

La Corte d’Appello non ha ancora terminato la verifica dei verbali elettorali. E forse è meglio così, perché tra i consiglieri di maggioranza si è aperta la sfida sulla carica di presidente del consiglio comunale.

È da settimane che se ne discute all’interno della coalizione. Discussione a cui sembra non aver preso ancora parte il sindaco Vincenzo De Luca, a cui spetterà l’ultima parola (e anche la decisione). Frattanto però l’ex governatore della Campania si gode divertito la scena messa in atto dai pretendenti. Che sono tanti. Forse troppi. E tra cui ognuno cerca di far prevalere un criterio – di parvenza oggettiva – che dovrebbe convincere il sindaco.

A guidare la lista dei papapili che si sono proposti di guidare l’assise cittadina c’è Luca Sorrentino, progressista di lungo corso, a capo del gruppo nell’ultima amministrazione Napoli e consigliere comunale da 25 anni. Prima ancora lo è stato suo padre. Oltretutto Sorrentino vanta il fatto di essere stato il più votato dei progressisti dopo la nomina dei tre super eletti in giunta, che gli consentità anche di presiedere il primo consiglio in qualità di consigliere anziano. Quali referenze deve mostrare di più? Si chiede.

Però tra i progressisti c’è anche Angelo Caramanno che scalpita per quel ruolo che, del resto, ha ricoperto fino alle dimissioni anticipate di Enzo Napoli: altra referenza da tener conto.

Se invece il criterio dovesse basarsi sul voto popolare, allora Horace di Carlo potrebbe far pesare le sue 935 preferenze e battere i colleghi avversari. Non è un progressista di lista, ma comunque è espressione di Salerno per i Giovani, altra civica storica di De Luca. E la supremazia numerica di Di Carlo spegnerebbe i sogni di gloria di Fabio Polverino (fermo a 787 preferenze).

Ma tutti e quattro devono fare i conti con Giuseppe Zitarosa (919 voti) che, con la sua lista Cristiani Democratici, ha però avuto già un assessore (Gaetana Falcone): se dovesse essere eletto presidente del consiglio, la sua civica non avrebbe alcun rappresentante in seno all’assemblea.

Cosa farà De Luca per sbrogliare la matassa? Su chi deciderà di puntare e in base a quali criteri?
Le operazioni della Corte d’Appello è vero che procedono a rilento ma per metà luglio dovrebbe insediarsi il primo consiglio e il nodo dovrà essere sciolto. E se la scelta dovesse ricadere su una donna? Vittoria Cosentino o Eva Avossa?

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