Ne aveva fatto già una questione di stile cinque mesi fa. E quello di Gaetano Manfredi nei confronti delle bordate che gli arrivano da Vincenzo De Luca è sempre lo stesso: il silenzio.
Il sornione Manfredi sa che replicare al sindaco di Salerno – che dalla tribuna social di venerdì ha bollato come «personaggi in cerca d’autore» i progressisti riformisti di Progetto Civico di Edoardo Onorato e Carlo Puca – scatenerebbe solo polemiche da gossip politico, che stonano con uno come lui che è più incline a stringere alleanze e concordare strategie nel segreto delle stanze piuttosto che in pubblica piazza. Vedasi l’elezione di suo fratello Massimiliano alla presidenza del consiglio regionale, a cui il segretario regionale dem Piero, figlio di Vincenzo, ha dovuto sottostare.
Figurarsi poi replicare sui social, scenario che a Manfredi è praticamente sconosciuto e quindi poco praticato (se non fosse per le comunicazioni ufficiali relativa alla sua attività da sindaco).
L’ultima volta che, a sorpresa, ha risposto all’ennesimo attacco dell’ex governatore è stato il 27 gennaio scorso. Ospite dell’emittente Primativvù ha parlato di Bagnoli, delle dimissioni anticipate – e suggerite – di Enzo Napoli a Salerno (erano trascorsi appena dieci giorni) e della differenza di stile che lo contraddistingueva da Vincenzo De Luca.
«Quello che mi distingue da lui è che non penso che la politica sia conflitto permanente, ma costruzione permanente», aveva detto il sindaco di Napoli. Il tono era pacato e il linguaggio istituzionale.
L’ex governatore aveva da poco rilanciato ombre sulla gestione dell’America’s Cup (da cui Manfredi lo ha tenuto lontano anche quando era a Palazzo Santa Lucia), denunciando un «clima da P2 a Napoli» e presunte irregolarità negli appalti e trovandosi paradossalmente – non ci avrebbe creduto neanche lui – sulla stessa onda di pensiero dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris.
Anche la bordata sulle dimissioni di Enzo Napoli a Salerno arrivò in pieno stile manfrediano: «Non ho compreso le ragioni delle dimissioni del sindaco di Salerno», la buttò lì, quasi en passant, giusto per non dare l’impressione di voler calcare troppo la mano. Ma chi voleva intendere ha inteso.
In verità c’è stata anche un’altra occasione in cui il sindaco di Napoli ha lanciato un messaggio a De Luca: è successo molto prima delle amministrative e chiedeva «la generosità di tutti per salvare l’unità della coalizione».
De Luca non è stato generoso.

