Che campo largo è senza gli altri partiti della coalizione? Si è chiesto Clemente Mastella, quando nel suo ufficio al Comune di Benevento, ha visto la foto pubblicata su tutti i media del selfie che i leader di Pd, 5Stelle e Avs hanno scattato in noto ristorante di Roma.
A quel tavolo di trattative pre-legge elettorale (e qualcuno dice anche primarie) l’unico escluso non era solo Matteo Renzi, come al contrario Romano Prodi aveva consigliato alla Schlein di coinvolgere se vogliono tentare di battere il centrodestra alle prossime politiche.
Anche l’ex ministro della Giustizia ai tempi – guarda caso – dell’Ulivo di Prodi e ora leader di Noi Centro si è sentito escluso. E si sa che Mastella è uno che quando pensa una cosa subito la dice: del resto sabato festeggerà i suoi 50 anni in politica.
«Il campo largo inciampa sul selfie. E purtroppo non è Intelligenza artificiale ma dissennatezza politica naturale: verrebbe da pensare che il fotografo l’ha mandato Meloni», dice ironico prima di lanciare stilettate a Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni. Ma soprattutto al Pd «gravemente manchevole nello sforzo politico, necessario, di includere i moderati e chiamare a raccolta centri e centrini vari».
Invece cosa fa il Nazareno? «Si consegna alla narrazione, fatale, per cui la coalizione è sbilanciata verso la sinistra radicale» e «così – avverte – non si vince». Però il fervente democristiano ha la soluzione: destituire Elly Schlein e lasciare che sia il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a riunire centristi e coalizione perché «ha l’autorevolezza e l’intelligenza politico-strategica per farsi carico della missione».
Ely Schlein è avvertita.

